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di Mf-DowJones News

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Agcom: bene la web tax

19/04/2017 17:10

Per il ministro dell'Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan, va invece valutata l'effettiva funzionalità del provvedimento

L'Agcom valuta "molto positivamente un'iniziativa legislativa diretta a riorientare le strategie fiscali delle societá multinazionali attive nei mercati digitali, tenendo conto dei riflessi che il regime fiscale applicabile ai principali attori dell'ecosistema di Internet riverbera sui valori della concorrenza e del pluralismo delle fonti di informazione".

Lo ha detto il presidente dell'Agcom, Angelo Cardani, in un'audizione al Senato sul disegno di legge che prevede l'introduzione di una web tax per assicurare la concorrenza nell'economia digitale.

Pronte le rassicurazioni del ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan: nella manovra "non ci sono misure di web tax, non perchè il governo non le voglia prendere ma perchè è ancora difficile capire quali sono quelle che funzionano". La web tax "è un tema affascinante, se ne stanno occupando a livello internazionale ed è da approfondire. Credo che l'Italia sia molto indietro su questa tematica, dobbiamo colmare il divario", ha concluso Padoan.

In particolare, ha spiegato Cardani, "l'applicazione di diversi regimi di imposizione fiscale per prodotti e/o servizi digitali diffusi via web analoghi offerti sul territorio nazionale creano delle distorsioni competitive in quanto agli operatori economici non sono offerte condizioni di paritá di trattamento nell'esercizio della propria attivitá d'impresa".

In particolare, "se le differenze di prezzo dei servizi digitali offerti online non sono giustificate da ragioni di efficienza economica (strutture di costo, processi innovativi), bensì da motivi meramente fiscali, si possono determinare delle distorsioni concorrenziali di tipo strutturale che rischiano di allontanare il sistema economico nel suo complesso da un equilibrio di efficienza statica e dinamica", ha continuato.

"Accanto alle disposizioni dirette ad agevolare le funzioni di accertamento fiscale spettanti all'Amministrazione finanziaria italiana circa i ricavi generati in Italia da attivitá dematerializzate dell'economia digitale, sarebbe auspicabile una riforma organica che garantisca anche basi giuridiche piú solide all'intervento regolatorio finalizzato alla tutela della concorrenza e del pluralismo nel settore dei media e dell'informazione online", ha osservato Cardani.

Per questo, "appare fondamentale la garanzia di un quadro di regole organico nel quale potrebbero essere introdotte delle disposizioni che, oltre ad assicurare una piú efficace sinergia tra le diverse istituzioni nazionali, consentano un rafforzamento delle prerogative regolamentari dell'Agcom nel settore dell'economia digitale web based in grado di arginare i fenomeni elusivi. Mi riferisco in particolare a un chiaro mandato del legislatore idoneo a consentire all'Agcom di superare i 'chiaro-scuri' interpretativi che oggi sostengono i contenziosi in essere, attribuendole precisi poteri di monitoraggio, vigilanza e controllo nei riguardi dei soggetti titolari di piattaforme digitali (Over the top), tali da rafforzare l'attuale quadro normativo nella direzione della piena ed univoca possibilitá di annoverare detti soggetti nell'ambito del Sistema integrato delle comunicazioni", ha spiegato.

Secondo Cardani, le problematiche di ordine fiscale "non sono state adeguatamente affrontate nell'ambito del quadro legislativo delineato dal ddl e necessitano, pertanto, di una specifica formulazione normativa. In secondo luogo, la crescita delle transazioni "estero su estero" per l'acquisto della pubblicitá crea delle difficoltá di monitoraggio dei mercati dei media digitali e tradizionali che influiscono sul corretto funzionamento degli stessi e sollevano problematiche di ordine regolamentare riconducibili ai compiti istituzionali dell'Autoritá".

Infine, secondo l'Autoritá c'è anche "un rischio di delocalizzazione degli stessi intermediari che, ai sensi dell'articolo 1 del ddl sarebbero soggetti al sistema di segnalazione e informativa all'Agenzia delle entrate", ha concluso.





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