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di EurActiv.com

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Agricoltori contro accordo Ue-Mercosur

13/05/2016 17:07

Questa settimana i vertici dell’esecutivo Ue e del Mercosur si sono incontrati nel tentativo di sbloccare i negoziati sull’accordo di libero scambio, le cui prime discussioni risalgono al 2004. Il Mercosur è un blocco regionale di cui fanno parte Argentina, Brasile, Uruguay, Paraguay e Venezuela, con quest’ultima attualmente fuori dalle trattative. L’intesa dovrebbe coprire non solo gli scambi di beni industriali e agricoli, ma anche servizi, appalti pubblici e armonizzazione delle normative.

Ma gli agricoltori europei temono il riavvio dei negoziati sottolineando come il mercato agricolo mondiale sia notevolmente cambiato in questi anni, con Paesi come il Brasile che dominano come esportatori netti. Proprio come l'Ue, il Paese ha infatti investito molti fondi pubblici per supportare la produzione del settore. Inoltre, più recentemente, il rallentamento della domanda cinese e l'embargo russo sui prodotti alimentari hanno messo sotto estrema pressione le esportazioni agricole europee.

Ecco perché, secondo l'Associazione degli agricoltori tedeschi, andrebbero riviste le sanzioni contro Mosca mentre per Copa-Cogeca, l’associazione europea degli agricoltori e delle cooperative agricole, aprire il mercato Ue competerebbe una perdita di 7 miliardi di euro. Gli agricoltori europei sono particolarmente preoccupati per i prodotti "sensibili" come manzo e pollame.

Nel mese di aprile anche una ventina di ministri europei ha messo in guardia la Commissione Ue dall’introdurre nelle negoziazioni questi prodotti. Ma, ha sottolineato Copa-Cogeca in un comunicato stampa, "nonostante questo avviso, la Commissione è andata avanti". A quanto risulta a EurActiv.com, l’intesa non dovrebbe coprire carne bovina ed etanolo, mentre potrebbe riguardare pollame e cereali.

Il Segretario generale di Copa-Cogeca, Pekka Pesonen, ha aggiunto che il Mercosur non è “un mercato unico completo, e ciò limiterebbe di molto il potenziale delle esportazioni agricole UE". Secondo il segretario, infatti, gli standard commerciali e ambientali sono diversi nei vari Paesi latino-americani.  Infine l’associazione allarma sulle norme di produzione di carne nei Paesi latino-americani, citando l’esempio della tracciabilità e dell’uso di antibiotici, illegali in Ue.

Al momento l'esecutivo Ue ritiene importante la ripresa dei negoziati sebbene un funzionario abbia affermato come "dodici anni di stallo siano un tempo lungo e ci sia bisogno di analizzare attentamente i dati”. Un ulteriore incontro si terrà, quindi, prima della pausa estiva per fare il punto sulla trattativa e preparare un calendario di incontri per il secondo semestre dell'anno. 





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