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di Samuel White - EURACTIV.com | Traduzione di Francesco Chierchia

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Agricoltori Ue chiedono tutela contro pratiche commerciali sleali

22/08/2017 16:21

Alcune agro-cooperative hanno invitato Bruxelles ad aumentare la trasparenza nel settore alimentare europeo. Secondo molti urge adottare una legislazione comunitaria in grado di proteggere i piccoli produttori dalle pratiche commerciali sleali utilizzate dai competitor economicamente più forti

Nell'ambito d'applicazione della 'Better Regulation', l'esecutivo Ue ha lanciato nel mese di luglio una Valutazione d'Impatto Iniziale (IIA) al fine di migliorare il settore alimentare comunitario. Promosso per informare gli stakeholder e per provocare un dibattito sulla questione, l'IIA è stata completata ad agosto, ed ha posto le basi per una consultazione pubblica su come migliorare la situazione attuale.

Gli agricoltori europei considerano da tempo ingiusta la distribuzione di valore nella catena alimentare, lamentando ricavi modesti a causa dei costi di produzione elevati e dei prezzi di vendita bassi. 

Nell'introduzione dell'IIA la Commissione ha spiegato che la scarsa distribuzione di reddito è "dovuta, ad esempio, alle differenze di potere negoziale tra gli operatori commerciali più piccoli (e quindi più vulnerabili), ed i loro partner commerciali economicamente più forti e strutturati".

In risposta alla Commissione, oggi il segretario generale della Copa e Cogeca, Pekka Pesonen, ha richiesto una legislazione europea in grado di "migliorare le condizioni degli agricoltori e di fermare le pratiche commerciali sleali". Pesonen ha inoltre sottolineato come, finora, le iniziative intraprese non abbiano avuto alcun risultato.

"È inaccettabile, ad esempio, che gli agricoltori abbiano un ritorno del solo 20% sul prezzo di una bistecca quando i soggetti che si occupano di quasi tutta la produzione sono proprio loro", ha aggiunto il segretario.

Copa e Cogeca ha poi posto l'accento sulla necessità di garantire una maggiore trasparenza nel settore alimentare Ue, così da permettere agli agricoltori di essere più informati e da migliorare il loro potere contrattuale con i partner commerciali.

Il commissario europeo per l'Agricoltura, Phil Hogan, ha ammesso che le dinamiche della catena alimentare comunitaria non sempre hanno funzionato nell'interesse dei produttori. Nonostante infatti l'intero settore si basi interamente sul lavoro degli agricoltori, "spesso quest'ultimi finiscono per avere poca voce in capitolo", ha concluso.





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