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di Cristina Bartelli - ItaliaOggi

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Apple&Co., accordi preventivi con fisco italiano

05/05/2017 09:46

Un patto con l'Agenzia delle Entrate sulle imposte da versare, è questa l'idea lanciata ieri dal direttore Rossella Orlandi

Accordi preventivi con le multinazionali del web. È questo un sentiero tracciato dal direttore dell'Agenzia delle entrate, Rossella Orlandi, intervenuta a margine dell'audizione sul dl 50/2017 (manovra correttiva) ieri in commissione bilancio, su una forma di tassazione riferita ai soggetti che si occupano di economia digitale.Per la Orlandi, dunque, in tema di tassazione delle multinazionali del web, pur con la dovuta «cautela», «qualche riflessione e qualche passaggio aggiuntivo è possibile farlo», ma il numero uno del fisco rinvia la palla al legislatore parlamentare. «A livello interno, però questa è una scelta che dipende dal Parlamento. Vediamo», ha aggiunto Orlandi, «se dal dibattito dei prossimi giorni emergerà un orientamento in questo senso».

Una delle ipotesi su cui si era «ragionato in una commissione presso il ministero dell'economia», ha riferito, è stata quella di «introdurre intanto un concetto che cerca di sfruttare le norme interne e le norme internazionali prevedendo» una «sorta di entrata volontaria» legata «a una forte intenzione di un controllo specifico».

La strada potrebbe essere quella applicata a grandi realtà industriali che attraverso la cooperative compliance concordano con il fisco la linea di tassazione e imposizione da mantenere. Un'idea condivisa dal ministro dell'economia PierCarlo Padoan che in un'audizione in commissione bilancio ieri ha dichiarato che «sono disponibile a riflettere concretamente su quanto si puo' fare intanto a livello nazionale». Secondo il ministro «e' ragionevole porre alle imprese multinazionali una alternativa all'accettazione della stabile organizzazione. » Il dossier sarà sul tavolo dei ministri al prossimo G7 di Bari dall'11 al 13 maggio prossimi: «l'Italia» ha detto Padoan «fara' di tutto per fare passi avanti concreti su questo terreno».

Tutto ruota intorno al concetto di stabile organizzazione, il cavallo di Troia con cui la Guardia di finanza e i pm di Milano hanno contestato ad Apple & co. imposte evase racimolando circa mezzo milione di euro (306 mln da Google, 318 mln Apple e ad Amazon richiesti 130 mln).

Per l'economia digitale, ha affermato Orlandi, «il ripensamento del concetto di stabile organizzazione sarebbe molto importante introducendo criteri innovativi». Tra l'altro se l'ipotesi di «stabile organizzazione virtuale è stata bocciata, ma anni fa, dall'Ocse», recentemente c'è stata «una risoluzione del Parlamento Ue che sta rimuovendo tutto il dibattito».





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