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di Elena Dal Maso, Milano Finanza

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Banche, anche il Parlamento Ue contro Basilea 4

07/11/2016 16:00

Il Parlamento europeo alzerà la voce giovedì 10 novembre a Bruxelles per dire che non intende accettare i nuovi standard internazionali che richiedono alle banche riserve di capitali maggiori

L’Unione Europea sta aumentando la pressione sui regolatori bancari perché allentino la morsa attorno alle nuove regole di capitale. Lo scopo è proteggere le banche da un ulteriore aggravio dei costi.

Il Parlamento europeo alzerà la voce la settimana prossima nell’appuntamento di giovedì 10 novembre (previsto in tarda mattinata) per dire che non intende accettare nuovi standard internazionali che richiedano riserve di capitali maggiori o esasperino le differenze tra Stati.

"Vogliamo dare a questo messaggio chiaro prima che lo standard sia definito e saremo chiamati a recepirlo" nel diritto dell'Ue, ha spiegato Roberto Gualtieri, a capo del Comitato economico e monetario del Parlamento. I legislatori vogliono assicurarsi che ci sia un "piano di parità" tra Stati Uniti, Europa e altre giurisdizioni, ha detto Gualtieri in un’intervista ieri a Berlino.

Le banche europee hanno avvertito che le proposte su come valutare il credito, i rischi operativi e di mercato porterebbero a centinaia di miliardi di dollari in costi di capitale aggiuntivi. Fra queste, Hsbc Holdings, Deutsche Bank , Societé Générale  e Credit Agricole  hanno condotto una campagna di pressione globale contro le proposte, scrivendo lettere alle autorità di regolamentazione e avvertendole sull'impatto devastante che potrebbero avere le norme sui ricavi e sui margini.

Il voto previsto è l'ultimo passo in una campagna portata avanti da politici e regolatori europei per modificare le regole che determinano come le banche valutino la rischiosità degli asset e di conseguenza di quanto capitale abbiano bisogno.

Le proposte sono diventate un punto molto delicato di discussione tra i regolatori da Tokyo a Washington su come porre gli ultimi ritocchi alle regole stabilite dopo la grande crisi finanziaria del 2008.

Il Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria, i cui membri includono la Banca centrale europea e la Federal Reserve degli Stati Uniti, stanno cercando di completare le nuove norme (ribatezzate Basilea 4) sui requisiti di capitale delle banche entro la fine dell'anno. Il comitato aveva promesso lo scorso gennaio che non avrebbe aumentato il fabbisogno complessivo di capitale in modo significativo.

La Commissione europea, braccio esecutivo dell'Unione europea, ha già chiesto di annullare le modifiche alle norme. Nel frattempo, alcuni funzionari europei in una riunione del Comitato di Basilea di settembre hanno ribadito che non adotteranno le proposte sul tavolo a meno che le modifiche vengano fatte, aumentando così la minaccia di una frammentazione nelle regole globali sul settore bancario.

In una bozza della risoluzione, il Parlamento sottolinea che la revisione dei requisiti patrimoniali del Comitato di Basilea dovrebbe rispettare la promessa di evitare un significativo aumento dei requisiti patrimoniali e garantire la parità di condizioni. Il gruppo "è preoccupato del fatto che il pacchetto di riforme nella sua fase attuale potrebbe non essere in conformità con questi due principi di cui sopra, e chiede alla Bce di assicurare il loro rispetto nel nuovo standard", è scritto nella bozza del documento.





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