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di Andrea Pira - Milano Finanza

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Brexit: ecco il fisco speciale per Milano

25/05/2017 08:47

Arriva alla Camera la proposta di legge per intercettare società e investitori in fuga dal Regno Unito. L'iniziativa prevede il taglio di Irap e cuneo fiscale ed incentivi per investire nell'immobiliare

La proposta per istituire un regime fiscale adatto a favorire l’arrivo a Milano di investitori e società in fuga dalla Brexit approda in Parlamento.

L’iniziativa, che vede come primo firmatario il presidente della commissione Finanze della Camera Maurizio Bernardo, adatta alla realtà dell’area metropolitana milanese il pacchetto nazionale per incentivare i nuovi investimenti e l’attività d’impresa in Italia. Era stato lo stesso deputato di Area Popolare a delineare i contorni della proposta in un recente incontro alla Triennale.

L’obiettivo è «cogliere al meglio le opportunità derivanti sia dal post-Expo sia dalla Brexit e quindi dall’auspicabile trasferimento dal Regno Unito ad altri Paesi dell’Unione Europea delle imprese multinazionali», si legge nel documento presentato a Montecitorio lo scorso 3 maggio.

Tra Parigi, Dublino, Amsterdam e Francoforte la concorrenza è peraltro serrata. Per questo, allo scopo di fare in modo che l’Italia diventi la scelta favorita per spostare sedi centrali e holding, si intende allargare le maglie delle disposizioni comuni in materia di accertamento delle imposte sui redditi.

La proposta estende pertanto l’aliquota all’1,2% anche ai dividendi distribuiti a società di Paesi extra-Ue che però consentano «un adeguato scambio di informazioni». La proposta fa quindi leva sull’Irap, fissando l’aliquota all’1,5% purché le società trasferiscano la residenza fiscale in Italia ed entro il primo anno assumano almeno 50 dipendenti a tempo indeterminato mantenendoli per cinque anni.

Quest’ultima disposizione vuole evidentemente favorire i livelli occupazionali e si accompagna a una serie di misure per ridurre il costo del lavoro.

Per incentivare il trasferimento nel capoluogo lombardo di lavoratori «espatriati» saranno quindi esclusi dal reddito di lavoro dipendente tutta una serie di fringe benefi, come la scuola per i figli, la casa o l’assicurazione viaggi da e per la residenza originaria. È inoltre prevista «la deducibilità dell’eccedenza degli interessi passivi fino a 3 milioni» l’anno. Tutta una serie di agevolazioni riguarda infine gli immobili.

Ad esempio, la cessione anche di terreni a chi si sposta verso Milano godrà di imposte di registro, ipotecaria e catastale, fisse e pari a 200 euro. A regime, ossia dal 2021, l’insieme delle misure avrà bisogno di risorse di copertura per 100 milioni l’anno.





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