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di EurActiv.com, traduzione di Barbara Pianese

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Brexit, la Scozia ha un piano per restare nel mercato unico

20/12/2016 17:00

La First Minister scozzese, Nicola Sturgeon, ha presentato un piano perché la Scozia resti nel mercato unico europeo dopo la Brexit precisando che resta sul tavolo l'opzione dell'indipendenza

Il primo ministro scozzese, Nicola Sturgeon, in un documento pubblicato oggi, ha delineato una sorta di lista dei desideri degli scozzesi dopo la votazione sulla Brexit del Regno Unito.

Prima di tutto il Paese chiede che l'intero Paese rimanga in Europa ma, se il Regno Unito dovesse uscire, la Scozia intende rimanere nel mercato unico. "Siamo determinati a mantenere la posizione attuale della Scozia nel mercato unico europeo", ha messo nero su bianco Sturgeon. Il Regno Unito ha votato per lasciare l'Ue in maggioranza ma la Scozia, una delle quattro nazioni dello Stato, si è pronunciata in senso opposto.

"Ci vede essere un modo per far quadrare il cerchio. Sarà facile? No, ma penso sia possibile. Prima di tutto tocca a noi convincere il Regno Unito che vale la pena che queste proposte siano considerate". Sturgeon ha poi sottolineato che l'opzione dell'indipendenza, che gli scozzesi hanno rigettano nel 2014, deve restare sul tavolo. "La Brexit è un problema non creato dalla Scozia".

Secondo Sturgeon potrebbe valere un'opzione differenziata, come le regole che si applicano per i Paesi non Ue dell'Efta e dell'Area economica europea. Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera fanno parte della prima mentre i primi tre fsono anche membri dell'Area economica europea che permette il libero movimento di persone, beni, servizi e flussi di capitale.

"Il popolo scozzese non ha votato per la Brexit e un'hard Brexit danneggerebbe gravemente gli interessi, sociali, economici e culturali della Scozia" ha detto la numero uno del governo aggiungendo che 80 mila posti di lavoro sono a rischio se la Gran Bretagna uscisse dall'Ue.

La nazione, secondo il primo ministro, ha bisogno di rivedere in maniera fondamentale l'accordo sulla devolution mentre le prerogative nel campo dell'immigrazione sono vitali per proteggerne gli interessi. Ma i desiderata sono difficili da soddisfare. Se permettere la libera circolazione dei lavoratori rappresenta un aspetto fondamentale per la nazione, contenerla è stata scelta come una delle priorità dal premier britannico Theresa May.

A Londra il portavoce di May ha, infatti, già risposto che il primo ministro considererà in maniera attenta le proposte scozzesi. "La nostra posizione è che non ci debba essere un secondo referendum (sull'indipendenza della Scozia, ndr). C'è già stato un referendum, solo due anni fa, con un risultato molto decisivo al quale entrambe le parti hanno acconsentito ad attendersi".

 

 





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