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di MF Dow Jones News

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Catalogna è per l'indipendenza, rischio elezioni anticipate in Spagna

02/10/2017 13:06

Dai risultati preliminari 2,02 milioni di elettori, circa il 90% del totale, hanno espresso la loro preferenza per un divorzio di Barcellona dalla Spagna. Nei tafferugli fra polizia ed elettori 844 feriti. Se la crisi politica dovesse continuare, il premier spagnolo Rajoy potrebbe decidere di andare ad elezioni anticipate.

I leader della Catalogna hanno dichiarato che i cittadini spagnoli hanno votato in massa in favore dell'indipendenza della regione, in un referendum dichiarato incostituzionale dal Governo centrale di Madrid, boicottato dagli oppositori e caratterizzato dalla violenza, che ha portato la Spagna sull'orlo di una crisi costituzionale.

Secondo quanto riportato dai vertici catalani, i risultati preliminari del voto mostrano che 2,02 milioni di elettori, circa il 90% del totale, hanno espresso la loro preferenza per un divorzio di Barcellona dalla Spagna. Molti oppositori dell'indipendenza, oltre a coloro che hanno ritenuto il referendum illegittimo, non hanno partecipato alla consultazione, distorcendo quindi i risultati elettorali in favore del fronte del si. Le autoritá catalane hanno portato avanti le operazioni di voto in segno di sfida nei confronti del Governo centrale spagnolo, che ha inviato nella regione migliaia di uomini delle forze di polizia addetti alla sicurezza, poi divenuti protagonisti di diversi scontri con i civili. 844 persone sono rimaste ferite.

Poco prima che i risultati venissero annunciati, il presidente catalano Carles Puigdemont, ha dichiarato che avrebbe messo in atto una secessione sulla base dei voti ottenuti. "I cittadini catalani hanno guadagnato il diritto di avere uno Stato indipendente sotto forma di repubblica", ha affermato Puigdemont, aggiungendo che nei prossimi giorni il Governo catalano invierá i risultati del referendum al parlamento, preparando la strada per una dichiarazione d'indipendenza. C'è da sottolineare che i Separatisti godono della maggioranza in parlamento.

Una dichiarazione di secessione unilaterale da parte delle autoritá catalane potrebbe portare il primo ministro spagnolo, Mariano Rajoy, ad impugnare la Costituzione e a revocare l'autonomia della regione, una mossa mai fatta prima e che potrebbe far precipitare ufficialmente il Paese in una crisi politica. Rajoy, potrebbe dover affrontare le pressioni delle frange piú conservatrici del suo partito per privare la Catalogna della sua autonomia. Cosa che significherebbe quanto meno sostituire alcuni o tutti i membri del Governo nella regione, che gode di poteri notevoli e ha la competenza sul proprio corpo di polizia, sulla sanitá e sul sistema scolastico.

Gli scontri di ieri, hanno reso lo spettro politico spagnolo piú complicato, con Rajoy che ha ora poco margine di manovra per trovare una soluzione alla crisi. "Sarebbe stato piú facile per tutti chiudere un occhio mentre (le autoritá catalane) portavano avanti un grave attacco alla nostra democrazia", ha dichiarato il primo ministro spagnolo, aggiungendo di aver fatto "ciò che dovevamo fare".

La questione spagnola è rischiosa anche per i Paesi membri dell'Unione europea, alcuni dei quali temono che un voto a favore della secessione possa alimentare il malcontento nelle altre regioni europee che aspirano all'indipendenza, come la Scozia e le Fiandre. Se la crisi dovesse trascinarsi a lungo, Rajoy potrebbe decidere di andare ad elezioni anticipate. Alcuni partiti dell'opposizione erano giá pronti a chiedere le sue dimissioni domenica sera. "Oggi Mariano Rajoy dovrebbe dimettersi", ha dichiarato Ada Colau, sindaco di Barcellona, aggiungendo che "se non lo fará, penso che tutti abbiano il diritto di chiedere nuove elezioni".





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