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di Francesco Chierchia | MF-Dow Jones News

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Catalogna: Puigdemont tende mano a Madrid, Rajoy rifiuta incontro

22/12/2017 17:33

A Barcellona 70 seggi su 135 vanno agli indipendentisti. Male il partito del premier. Madrid però rifiuta la richiesta di dialogo del leader secessionista in "esilio" in Belgio

Il successo ottenuto dagli indipendentisti alle elezioni catalane rappresenta "uno schiaffo" al Governo centrale di Madrid e al premier Rajoy. Ora la capitale dovrà dialogare con Barcellona per discutere del futuro politico della Regione.

E' questo, in sintesi, il messaggio lanciato oggi dal leader catalano "in esilio" a Bruxelles, Carles Puigdemont, dopo che la coalizione indipendentista ha ottenuto la maggioranza all'interno del Parlamento.

Ieri infatti le urne hanno consegnato a Junts per Catalunya (la lista di Puigdemont), Esquerra Republicana (partito dell'ex vicepresidente Oriol Junqueras, attualmente in carcere) e Cup (sinistra radicale) 70 seggi sui 135 disponibili, due in più di quelli necessari per poter governare.

L'esito del voto catalano "è un risultato che nessuno può discutere", ha affermato da Bruxelles Puigdemont, sottolineando come Madrid "abbia perso il plebiscito che cercava". Poco dopo il leader indipendentista si è detto "disponibile, a Bruxelles o altrove, a incontrare il presidente Rajoy, perchè dobbiamo affrontare la prossima tappa politica che inizia in Catalogna, in Spagna e in Europa. Bisogna fare politica attraverso il dialogo".

Secondo Puigdemont, il voto di ieri ha dimostrato che "la Catalogna vuole che venga riaperta la questione indipendentista", ed ha ufficialmente chiesto che venga "restaurata la legittimitá" del suo Governo perchè "eletto in modo democratico".

Singolarmente il primo partito per numero di voti ottenuti è stato l'unionista Ciudadanos, mentre Partito Popolare Catalano di Rajoy ha raccolto il minor numero di preferenze, perdendo 8 seggi rispetto alle elezioni del 2015. Rajoy a stretto giro ha assicurato che alla Regione verrà restituita piena autonomia, a patto però che sappia dotarsi di un nuovo Governo senza ambizioni secessioniste.

"In Catalogna con il voto di ieri è emersa una frattura molto grande, ci vorrá tempo per ricomporla", ha detto il premier intervendendo dalla Moncloa. "La necessaria riconciliazione - ha proseguito - dovrá avvenire nel quadro della legge e del rispetto dei diritti della minoranza e della maggioranza".

Successivamente, durante un'intervista Rajoy si è rivolto direttamente a Puigdemont respingendo la richiesta di quest'ultimo di un confronto personale. "La persona che dovrei incontrare è quella che ha vinto le elezioni, la signora Arrimadas" (capolista di Ciudadanos). Qualunque sarà il nuovo Governo in catalogna, Madrid offrirà un dialogo aperto, costruttivo e realista ma sempre nell'ambito della legge. La necessaria riconciliazione deve avvenire nel rispetto delle norme", ha ribadito il premier.





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