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di Class Editori

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Cina, Parlamento Ue contro status di economia di mercato

10/05/2016 18:53

Nel dibattito di martedì mattina con Consiglio e Commissione tutti i deputati, indipendentemente dalla loro appartenenza politica, hanno sostenuto che in base ai criteri UE, "la Cina non è un'economia di mercato". Il dibattito è sui termini dell'accordo sull'ingresso di Pechino nella Wto nel 2001, con la Cina che ritiene che l'intesa si traduca automaticamente nella designazione di economia di mercato alla fine del 2016. Quando il Paese entrò nell'Organizzazione mondiale del Commercio, l'Unione europea decise che alla fine di un periodo di 15 anni avrebbe valutato se concedere o meno al gigante asiatico lo status di economia di mercato.

In base alle regole della Wto, il mancato status di economia di mercato della Cina concede all'Europa e agli Stati Uniti più spazio per determinare i costi corretti di produzione per le aziende cinesi nelle indagini anti-dumping. Cosa che Ue e Usa hanno fatto più volte, per esempo nel campo dei pannelli solari, delle calzature e delle piastrelle.

La maggior parte degli oratori ha evidenziato che la Cina sovvenziona le sue aziende, non è trasparente per quanto riguarda gli aiuti di Stato e offre prezzi bassi delle esportazioni "chiaramente" non determinati dalla domanda e dall'offerta. Hanno inoltre sottolineato che la sua capacità produttiva in eccesso alimenta le esportazioni a basso costo verso l'UE che creano un danno economico, in particolare per il mercato siderurgico, dove centinaia di migliaia di lavoratori ora temono per il loro lavoro.

Nel frattempo la Cina ha respinto le affermazioni dello scorso lunedì dell'ambasciatore dell'Unione Europea in Cina, Hans-Dietmar Schweisgut, secondo cui l'impegno di Pechino nel contrastare la sovraccapacitá di acciaio non è sufficiente. "Speriamo che chiunque voglia fare simili affermazioni possa chiarire i fatti e rispettare i fatti", ha affermato oggi il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Lu Kang. "La Cina sta affrontando il problema della sovraccapacità dell'industria dell'acciaio con maggiore determinazione, azioni piú rapide e soluzioni piú pratiche piú di qualsiasi altro Paese". 

Il Commissario Vytenis Andriukaitis ha rassicurato i deputati, ribadendo che la lotta alla crisi del settore siderurgico è in cima alla lista delle priorità della Commissione. È "innegabile" che la Cina non sia un'economia di mercato e la Commissione sta quindi lavorando a un "nuovo approccio", che includerà un sistema di difesa commerciale forte e garantirà il rispetto delle norme dell'OMC.

Andriukaitis ha inoltre lasciato intendere che questo approccio potrebbe essere modellato su quello degli Stati Uniti, che calcola margini di dumping caso per caso. Il Collegio dei Commissari discuterà questa questione "prima della pausa estiva", ha promesso.

La Presidenza del Consiglio dell'Ue, Jeannine Hennis-Plasschaert, ha detto che la questione sarebbe stata discussa il 13 maggio dal Consiglio Affari esteri sulle questioni commerciali. Oggi, comunque, molti deputati hanno chiesto alla Commissione europea di elaborare rapidamente una nuova proposta per contrastare il dumping. Tuttavia, altri deputati hanno sottolineato che l'UE deve inviare un segnale chiaro che indichi che la Cina non può essere riconosciuta come un'economia di mercato.

Il Parlamento voterà una risoluzione giovedì.





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