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di EurActiv.com, traduzione di Barbara Pianese

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Dazi antidumpimg Ue su acciaio da Cina e Russia

04/08/2016 17:30

L'Unione europea ha disposto oggi (4 agosto) misure anti-dumping contro i prodotti di acciaio provenienti da Cina e Russia. Il dazio è pari ad una quota compresa fra il 19,7% e il 22,1% per i prodotti dalla Cina e fra il 18,7% e il 36,1% per quelli russi

L'Unione europea ha disposto oggi (4 agosto) misure anti-dumping contro i prodotti di acciaio provenienti da Cina e Russia. I dazi saranno applicati per 5 anni e per la prima volta saranno retroattivi, riguardando anche le importazioni avvenute fino a due mesi prima dell'adozione delle misure provvisorie, il 12 febbraio scorso. 

In una situazione di crisi di eccesso di produzione, la Commissione ha quindi deciso di applicare strumenti di difesa del commercio per ristabilire l'equità delle condizioni di mercato fra i produttori dell'Unione europea (Ue) e quelli dei paesi terzi.

In particolare, il prodotto sotto accusa è l'acciaio laminato a freddo, che viene utilizzato per il packaging, gli elettrodomestici e per l'industria dell'auto e delle costruzioni. Il dazio sarà pari a una quota compresa fra il 19,7% e il 22,1% per i prodotti provenienti dalla Cina e fra il 18,7% e il 36,1% per quelli russi. L'indagine Ue era partita il 14 maggio 2015 in seguito alla denuncia di Eurofer, l'organizzazione europea di rappresentanza del settore. 

L'Ue prevede attualmente oltre 100 misure di difesa del commercio, di cui 37 riguardano proprio le importazioni di prodotti di acciaio e 15 sono specifiche per la Cina. Infine, dodici ulteriori indagini su altrettanti prodotti siderurgici sono ancora in corso.

"Le disposizioni indeboliranno la competitività manifatturiera dell'Unione Europea", ha messo in guardia oggi il Ministero del Commercio cinese. "Questa mossa amplifica l'incertezza giuridica del comparto e colpisce gravemente il commercio internazionale", hanno sottolineato dal ministero.

Il governo cinese ha quindi invitato l'Ue ad "evitare di abusare di misure di difesa commerciale dando un segnale sbagliato a livello mondiale", sottolineando al contempo l'interesse dell'amministrazione del paese a collaborare con l'Ue per gestire in modo appropriato gli attuali problemi del settore siderurgico.

La Cina è di gran lunga il più grande produttore di acciaio al mondo e la sua produzione annua è quasi il doppio di quella dell'intero blocco dei 28 paesi europei. L'industria siderurgica cinese sta lottando per raggiungere gli obiettivi di riduzione dell’eccesso di capacità produttiva di acciaio ma l'aumento del prezzo del bene ha incoraggiato le imprese ad aumentare la produzione per l'esportazione.

I produttori rivali accusano da sempre la Cina di proporre i propri beni a prezzi al di sotto dei costi di produzione per fronteggiare il rallentamento della domanda interna, costringendo però altri paesi a tagliare posti di lavoro e alla chiusura degli stabilimenti in un contesto di profonda crisi globale del comparto.

Nel frattempo lo scorso luglio l'Ue è arrivata ad un compromesso sulla questione dello status di economia di mercato richiesto dalla Cina. La Commissione ha reso noto che avrebbe messo da parte il dibattito sulla necessità o meno che l'economia cinese sia orientata al mercato, concentrandosi invece sulle nuove misure per affrontare i sussidi illegali e le misure antidumping da parte del paese asiatico.

 





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