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di Pavol Szalai | EurActiv.sk, traduzione di Barbara Pianese

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EDF: Impossibile il 100% di rinnovabili

15/07/2016 17:55

Jean Paul-Chabard, direttore Scientifico per la Ricerca e Sviluppo di EDF, la maggiore utility elettrica europea, sottolinea che i combustibili fossili sono ancora necessari per equilibrare l'intermittenza della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili

In Francia ci sono stati recentemente diversi scioperi nelle raffinerie ma anche negli impianti nucleari gestiti da EDF. Una vera e propria crisi. Possiamo considerare quest’ultima un catalizzatore delle prossime trasformazioni?

Non sono il portavoce di EDF ma il direttore scientifico quindi posso esprimermi solo in merito a questioni relative al settore energetico. Sicuramente ogni crisi solleva la questione della resilienza dei sistemi socio-tecnologici. Ad esempio la tempesta del 1999 in Francia, che mise fuori gioco gran parte del sistema di trasporto elettrico, ma anche attacchi terroristi o scioperi, ci fanno riflettere sull’eventualità di un cambiamento.

La crisi ha mostrato fino a che punto siamo dipendenti dal petrolio nel settore dei trasporti, mentre la Francia è uno dei leader nell’elettromobilità. Può la crisi spingere ad un maggior uso dell’elettricità nei trasporti?

Certo. L'energia elettrica ci rende più indipendenti rispetto alla generazione di energia e ci aiuta a decarbonizzare l’economia. In particolare la nostra energia elettrica è prodotta da fonti nucleari, idroelettriche ed altre energie rinnovabili.

Il grande sogno dei movimenti ambientalisti in diversi paesi è avere un sistema elettrico alimentato al 100% da fonti rinnovabili. Sarà possibile in futuro?

“Energie rinnovabili” è un termine usato per diversi tipi di energia non sempre comparabili. La Norvegia, ad esempio, è alimentata al 90% da energia rinnovabile idroelettrica. Ma si tratta di un paese con una densità abitativa molto bassa e con movimentati corsi d’acqua che garantiscono un’importante produzione di elettricità. Altri paesi europei, però, non hanno la stessa capacità. Costruire una diga in Belgio o in Olanda sarebbe molto difficile a causa del terreno e dell’alta densità della popolazione.

Nei prossimi anni cresceranno le rinnovabili intermittenti in cui, diversamente dal nucleare dove si ha solo bisogno di petrolio per produrre elettricità, non si può decidere nulla senza tenere conto delle condizioni climatiche. E non si produce necessariamente elettricità quando se ne ha bisogno. Sono quindi necessari metodi di stoccaggio che, al momento, sono molto costosi. Oggigiorno non possiamo costruire un sistema economicamente sostenibile basato al 100% su rinnovabili ad intermittenza.

Quindi è possibile tecnicamente ma non economicamente?

Ci sono altri problemi rispetto a quelli di natura tecnica. Ad esempio i sistemi attuali per mantenere costante la frequenza energetica sono basati su energie fossili.

Potrebbe fare una stima  di quando sarà possibile arrivare al 100% di energia rinnovabile in base all’attuale stato scientifico?

Dipende anche da quello che consideriamo come 100% rinnovabile. Abbiamo ancora bisogno di fonti complementari e tutto dipenderà dallo sviluppo di sistemi di stoccaggio elettrico economicamente sostenibili. Per costruirne abbiamo bisogno di batterie e, di conseguenza, di materia prima. Ne abbiamo a sufficienza a livello mondiale? Non lo so.

Allo stesso tempo stiamo già assistendo al forte decremento dei costi delle rinnovabili intermittenti. Lo vediamo con i pannelli fotovoltaici o con gli impianti eolici vicino le coste. I driver ci sono tutti per arrivare ad avere, in questo secolo, maggiore energia intermittente. Se possiamo raggiungere il 100% è una cosa che non riesco a stimare.

Andremo almeno oltre la soglia del 50% in Europa in questo secolo?

Non penso sia completamente fuori dalla nostra portata.





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