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di Arthur Neslen | EurActiv in collaborazione con The Guardian

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Energie rinnovabili a rischio

02/11/2016 17:30

Secondo il Guardian le energie rinnovabili potrebbero presto perdere la corsia preferenziale di accesso alla rete elettrica attraverso la cancellazione del sistema di “priority dispatch” che le favorisce rispetto ad altre fonti energetiche

Gli impianti eolici e l'energia solare, in base ad alcune bozze legislative europee, potrebbero presto perdere il privilegio del cosidetto "priority dispatch" rispetto ad altre fonti di energia. Questo, di conseguenza, potrebbe far aumentare le emissioni di carbonio fino al 10%, secondo un rapporto europeo confidenziale visto dal Guardian.

In particolare, secondo indiscrezioni, è molto probabile che l'attuale status prioritario previsto per l'energia verde possa essere scartato nella prossima direttiva sulle energie rinnovabili dell'Ue per il periodo successivo al 2020.

Oliver Joy, portavoce dell'associazione di categoria WindEurope, ha messo in guardia: "la rimozione della priorità per le energie rinnovabili sarebbe dannosa per il settore eolico che si troverebbe ad affrontare la maggiore decurtazione in tutto il continente. Questo sarebbe anche in contrasto con i piani europei per la decarbonizzare e l'aumento della quota delle energie rinnovabili prevista per il prossimo decennio". Inoltre, "gli investitori hanno preso questo elemento in considerazione quando hanno stimato i ricavi nelle loro decisioni di investimento e ciò potrebbe avere un impatto sui progetti esistenti".

La questione del cambiamento retroattivo delle regole per il settore delle rinnovabili è stata oggetto di disputa e decurtazioni delle sovvenzioni in diversi paesi, come la Spagna. Alcuni fonti del comparto hanno già preannunciato che chiederanno compensazioni finanziarie e l'accesso ai mercati di bilanciamento (per equilibrare in tempo reale le immissioni di energia elettrica con i prelievi). L'obiettivo è prevenire una significativa contrazione del settore in caso la fine della priorità dovesse davvero concretizzarsi. 

Ma non tutti sono d'accordo. I produttori di energia non rinnovabile sostengono che le energie rinnovabili hanno i più bassi costi operativi e, quindi, riceverebbero in ogni l'accesso prioritario alla rete elettrica. Inoltre non dando priorità all'energia verde si eviterebbe di produrre più energia rispetto a quella che può essere venduta. 

La valutazione dell'Ue considera l'abolizione del "priority dispatch" un passo importante verso la creazione di una parità di condizioni per i generatori di energia. Ma senza questo strumento le fonti rinnovabili sono a rischio vista la relativa facilità di chiudere una turbina eolica rispetto ad un centrale a carbone o nucleare. Inoltre le fonti di energia con il costo marginale più basso, quasi sempre le energie rinnovabili, sono le prime della lista ad essere messe da parte dagli operatori della rete elettrica.

Allo stesso tempo la rimozione del meccanismo di priorità aiuterebbe la riforma del sistema del capacity market che attualmente paga i generatori di gas per rimanere inattivi. Paradossalmente però, potrebbe portare anche i generatori delle rinnovabili a chiedere un'estensione dello stesso meccanismo di aiuto per il proprio settore.

"Se il priority dispatch fosse rimosso, bisognerebbe dare alle rinnovabili un'opzione alternativa per l'accesso e la remunerazione nei mercati di bilanciamento per aiutare a stabilizzare il sistema", ha messo in guardia Joy di WindEurope. Il priority dispatch è obbligatorio in base alle norme europee attuali nonostante Regno Unito, Svezia ed Olanda sono tra i paesi non conformi a queste disposizioni.

 

 





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