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di Aline Robert | EurActiv.fr, traduzione di Barbara Pianese

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Fondo sociale, 10 mln hanno trovato lavoro grazie all'Ue

06/01/2017 17:50

Il Fondo sociale europeo avrebbe aiutato tra il 2007 e il 2014 fino a 10 milioni di persone a trovare lavoro nel continente secondo i dati di uno studio della Commissione Ue

L'Unione europea è rinomata per imporre limiti di bilancio e per incitare la liberalizzazione delle economie europee. Ma raramente le stesse istituzioni sono associate al progresso sociale. Ora la Commissione europea sta cominciando ad affrontare questo problema reputazionale.

E intende muoversi soprattutto sottolineando l’impatto positivo del Fondo sociale europeo (Fse), il programma di redistribuzione del reddito più antico a livello europeo. L’Fse è stato è poi seguito dal Fondo europeo di sviluppo regionale (Erdf) e dal Fondo di coesione.

Secondo le statistiche pubblicate ieri l’Fse ha aiutato qualcosa come 10 milioni di europei a trovare lavoro tra il 2007 e il 2014 per un costo di 115 miliardi di euro. Attualmente oltre 21 milioni di cittadini europei sono disoccupati. L’inchiesta, portata avanti dalla Commissione  europea, mostra che su 232 milioni di europei nel 2015, almeno 100 hanno tratto direttamente beneficio dall’Fse. I maggiori beneficiari sono stati le donne (52%) e i giovani (32%).

Il programma sembra abbia avuto un effetto positivo anche sugli strati della popolazione più vulnerabili come i migranti, le persone disabili o i membri delle comunità marginalizzate come i rom. Alcuni paesi hanno tratto più vantaggio di altri dallo schema. In Bulgaria, lo stato membro meno ricco, il programma Fse rivolto alle giovani generazioni ha avuto un notevole impatto.

Risultati diversi da paese a paese

Ma i risultati del Fondo sociale europeo non sono sempre stati ottimali. Se ne è fatto un buon uso in alcuni paesi, ma non sempre in quelli dove ce n'era più bisogno. Romania, Slovacchia e Ungheria, ad esempio, hanno usato solo in parte i fondi messi loro a disposizione per promuovere l’occupazione. Inoltre la diversità dei progetti e degli obiettivi supportati dal Fse rende difficile valutare il reale effetto sul mercato del lavoro.

I programmi presi in considerazione da Fse includono quelli cofinanziati dall’Ue, quelli che hanno ricevuto fondi europei per un periodo di tempo determinato, quelli per la mobilità, il supporto educativo o per l'infanzia.  Il Fse ha ottenuto i migliori risultati nei paesi con i sistemi sociali meno sviluppati. Infine, lo studio ha messo in luce il tema dell’armonizzazione che a lungo termine porterà tutti i sistemi sociali verso un livello medio che è probabile sarà in ogni caso inferiore a quello dei paesi più avanzati.

Una situazione in miglioramento

Insieme ad altre statistiche sociali più recenti, come il rapporto  sull'occupazione e lo sviluppo sociale in Europa del 2016, da questo studio emerge un quadro positivo dei progressi compiuti dai paesi europei negli ultimi anni. La ripresa economica e la stabilizzazione della disoccupazione hanno portato anche a una maggiore stabilità degli altri indicatori, come la povertà e la disuguaglianza. Dal 2013, infatti, il rischio di povertà risulta in calo anche in tutta Europa. Con la notevole eccezione di Grecia e Italia, la quota di popolazione che soffre di estrema povertà è diminuita drasticamente. 





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