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di Eden Uboldi - ItaliaOggi

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Frodi al bilancio, l'Ue si arma

06/07/2017 09:28

Ieri il Parlamento europeo ha approvato le misure a tutela degli interessi finanziari. Lotta a evasione Iva e corruzione con pene detentive

Al via il contrasto alle frodi a livello europeo con una direttiva che fissa a 5 anni i termini di prescrizione e introduce una pena massima di almeno 4 anni di carcere se il danno alle casse del bilancio europeo è pari ad almeno 100.000 euro.

Dopo l'approvazione del Consiglio dei ministri dell'Unione del 5 aprile 2017, ieri le nuove disposizioni contenute nella direttiva relativa alla lotta contro la frode che lede gli interessi finanziari dell'Unione europea hanno trovato l'ok del Parlamento di Bruxelles.

Prima di tutto, il legislatore europeo ha dettato una definizione comune dei crimini oggetto del provvedimento, ovvero la corruzione attiva e passiva, l'appropriazione indebita di fondi, e il reato grave contro il sistema dell'Iva che si realizza quando le azioni o le omissioni volte al mancato pagamento dell'imposta siano commesse nel territorio di due o più stati membri con un danno complessivo pari ad almeno 10 milioni di euro, perché, come ha detto il relatore per la commissione sulle libertà civili Juan Fernando Lopez Aguilar, proprio le differenze fra le normative nazionali incoraggiano i criminali ad approfittare dei sistemi giudiziari più clementi.

Inoltre la definizione dei reati contro il bilancio dell'Ue è funzionale a realizzare il compito di indagine affidato alla nuova procura europea, che sarà operativa probabilmente a partire dal 2020. Secondo l'ultimo rapporto sulla protezione degli interessi economici dell'Unione europea della Commissione europea, diffuso il 14 luglio 2016, circa 637,6 milioni di euro di fondi spesi negli stati membri sono stati interessati da frodi nel 2015, mentre le irregolarità intracomunitarie relative all'Iva comportano una perdita di quasi 50 miliardi di euro l'anno.

Sul fronte sanzionatorio, chi lede il bilancio europeo deve essere punito con una pena massima di almeno quattro anni di reclusione qualora ne derivino danni o vantaggi considerevoli, ovvero superiori ai 100.000 euro.

Se la soglia è inferiore a 10.000 euro gli stati possono prevedere una sanzione non di natura penale. Quando i reati sono compiuti da un'organizzazione criminale, il provvedimento dispone che venga considerata una circostanza aggravante.

Per una lotta efficace alle frodi, il termine di prescrizione, che scatta dal momento in cui il reato è stato commesso, deve essere di almeno 5 anni. Ma gli stati possono fissare un termine più breve, ma non inferiore a 3 anni, prevedendo, però, la possibilità di interromperlo o sospenderlo al verificarsi di determinati atti.

La direttiva dovrà essere recepita entro due anni dagli stati membri (a eccezione di Danimarca e, ovviamente, Gran Bretagna).





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