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di Dave Keating - EURACTIV.com | Traduzione di Francesco Chierchia

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G20: sul clima Merkel vuole isolare Usa

07/07/2017 14:44

La cancelliera tedesca vorrebbe che tutti i Paesi del vertice, ad eccezione degli Usa, firmassero una dichiarazione a sostegno dell'accordo di Parigi. Tuttavia l'Arabia Saudita e gli altri produttori di greggio potrebbero opporsi

Al G20 di Amburgo le speranze tedesche di ottenere dagli altri Paesi la firma di una dichiarazione di sostegno all'accordo di Parigi sono in pericolo. Le nazioni produttrici di petrolio, infatti, sembrano intenzionate a prendere le distanze da alcune proposte contenute all'interno del testo. La dichiarazione del vertice sul cambiamento climatico rappresenta una delle questioni più ostiche del summit.

I colloqui sul clima inizieranno oggi pomeriggio, e probabilmente si protrarranno fino alla fine del G20. La questione fondamentale consiste nel capire se tutti i Paesi del gruppo, ad eccezione degli Stati Uniti, sosterranno fortemente l'accordo siglato nella capitale francese.

L'approvazione di una dichiarazione di sostegno dovrebbe essere divisa in due momenti: da un lato la sottoscrizione di un "Piano d'azione del G20 sul clima e l'energia per la crescita" (che probabilmente Washington non firmerà), dall'altro la redazione di un comunicato finale del G20, in cui gli Stati Uniti dovrebbero precisare di non voler adottare l'accordo sul clima.

Secondo alcune fonti comunitarie, la Casa Bianca, essendo in netta minoranza al tavolo delle discussioni, starebbe lavorando assieme ad altri Governi per evitare che il Piano d'azione venga adottato. Uno dei partner Usa sarebbe l'Arabia Saudita, che come nazione produttrice di petrolio dispone di valide ragioni per non voler aderire alla dichiarazione.

Bisogna ricordare, inoltre, che il presidente Donald Trump ha stretto un accordo da 500 milioni di dollari con Ryad, ed a sua volta l'Arabia Saudita è fortemente interessata a mantenere gli Stati Uniti al suo fianco nella guerra diplomatica contro il Qatar. Anche Russia, Turchia e Indonesia non si sono pronunciate in merito al testo su cui sta lavorando Berlino e, stando alle ultime informazioni raccolte, potrebbero formulare obiezioni durante le prossime ore.

Tra i contenuti del comunicato finale del G20 verrà dato spazio a disposizioni riguardanti l'ampliamento delle azioni e degli obblighi dei Paesi che si sono impegnati. Il progetto di testo, poi, dovrebbe includere anche una sezione specifica dedicata all'uscita degli Usa dall'accordo climatico. Ad ogni modo, il processo di ritiro da Parigi che gli Usa sono intenzionati ad avviare richiede diversi anni per essere completato, e probabilmente non verrà portato a termine prima delle prossime elezioni presidenziali americane.

Per Bas Eickhout, europarlamentare olandese dei Verdi, la dichiarazione del G20 sarà fondamentale per comprendere meglio la reale posizione degli altri Paesi sul clima. "È di massima importanza che il 'G19' arrivi ad una dichiarazione congiunta sul clima - ha detto - Questo sarebbe un segnale importante verso gli Usa in vista del prossimo vertice sul clima di Bonn, dove sarà perfezionata l'attuazione dell'accordo di Parigi". Il vertice di Bonn, organizzato dall'Onu, è previsto per il mese di novembre.





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