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di Dagmar Dehmer | Der Tagesspiegel | Traduzione di Barbara Pianese

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Germania, l'80% di energia rinnovabile non è un mito

09/06/2016 17:53

L'Energiewende della Germania, la trasformazione del sistema energetico, è in pieno svolgimento. Boris Schucht, ceo di 50Hertz Transmission, uno dei più grandi fornitori di energia elettrica del paese, risponde alle domande circa la fattibilità di tale svolta

La transizione della Germania alle energie rinnovabili è spesso considerata troppo veloce. È giusto?

Ci vediamo come i precursori dell’Energiewende. La nostra rete nel nord-est copre circa un terzo della Germania. Lo scorso anno, la quota di consumo di energia elettrica da fonti rinnovabili è arrivata al 49,5% e quest'anno sarà nettamente superiore al 50%. Nessun altra regione che si basa su fonti inconsistenti come solare ed eolico le ha integrate in modo tanto sicuro. La sicurezza degli approvvigionamenti è cresciuta. Tuttavia, l'anno scorso i costi di gestione hanno raggiunto circa 350 milioni di euro, mentre a livello nazionale sono superato il miliardo, costi pagati alla fine dal consumatore. E l'espansione delle reti delle fonti rinnovabili è ancora in ritardo.

Recentemente, lei ha detto che il 70% di energie rinnovabili può essere raggiunto. Obiettivo realistico?

Ci sono diversi miti nel settore energetico. Uno di questi è che abbiamo bisogno di più flessibilità nell’integrazione delle rinnovabili attraverso l’accumulo di energia o centrali di backup. Questo è un mito. Abbiamo molta più flessibilità rispetto al reale bisogno e una quantità enorme di potenziale.

Che dire sulla gestione della domanda?

Nel caso di un'improvvisa, forte, domanda di energia, i grandi consumatori potranno decidere se ridimensionare i loro processi industriali per mezz'ora, ed in questo caso saranno pagati. Tecnicamente, e da un punto di vista commerciale, questo non era possibile pochi anni fa. Un altro fatto meno noto è che quando le energie rinnovabili soddisfacevano il 40% della domanda, per poche ore durante l'anno, è stata questa alla base del cambiamento, non la disponibilità delle fonti rinnovabili.

Che cosa succede oltre la soglia del 40%?

L'abbiamo testato nel corso dell'ultimo anno questo scenario con un'eclissi solare. Verso mezzogiorno, dopo la fine dell'eclisse, abbiamo avuto un relativamente forte aumento di energia solare in un periodo di tempo molto breve, circa 14,000 megawatt in 45 minuti. È stato quindi dimostrato che abbiamo molta più flessibilità di quanto pensassimo. Siamo sulla buona strada per arrivare al 70-80% di energia rinnovabile. Quello che abbiamo dovrebbe già soddisfare le nostre esigenze fino al 2030 o addirittura il 2040.

Quindi non abbiamo bisogno di più spazio di immagazzinamento di energia?

La domanda è che tipo di immagazzinamento. Che cosa facciamo quando abbiamo più eolica o solare rispetto al reale bisogno? Avremo sempre periodi in cui generiamo più di quanto possiamo usare. Certamente l'eccesso potrebbe essere venduto ai paesi vicini non in grado di produrre allo stesso modo. Ma cosa facciamo con l'elettricità che non può essere venduta? I nostri attuali sistemi di stoccaggio non sono di aiuto.

Quindi qual è la soluzione?

Ciò di cui abbiamo bisogno è un ammasso stagionale, con tre a quattro settimane per accumulare energia per poi renderla disponibile per la stessa quantità di tempo. Così possiamo immaginare un momento in cui l'energia eolica prodotta nel nord-est della Germania venga inviato in Svezia, dove potrà essere immagazzinata come l'energia idroelettrica. Potrà poi essere rinviato in Germania nei momenti di minore capacità.





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