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di Roberto Giardina (da Berlino) - ItaliaOggi

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Germania: ma chi arriverà terzo a Berlino?

06/09/2017 09:20

Alle prossime elezioni tedesche sono scontate le prime due posizioni di Merkel e Schulz, ma il partito che segue farà la differenza

Dopo il duello di domenica tra Angela Merkel e Martin Schulz, confronto a cinque lunedì sera sull'Ard, il primo canale pubblico. La corsa alla cancelleria è già decisa, anche se sarebbe meglio mostrarsi prudenti, a evitare una figuraccia come quella dei corrispondenti da New York e Washington prima della vittoria di Trump. Dunque, prima Angela e secondo Martin, la gara diventa incerta per il terzo posto. Mai in passato è stata così importante la lotta per la medaglia di bronzo. In quattro se la contendono testa a testa, in un paio di punti, liberali, verdi, la Linke all'estrema sinistra, e i populisti dell'AfD all'estrema destra. Le posizioni cambiano di giorno in giorno, da sondaggio a sondaggio. Riuniti nello studio dell'Ard, i leader si sono dati battaglia per un voto in più: Christian Lindner per i liberali, Alice Weidel, per l'Alternative für Deutschland, il turco tedesco Cem Özdemir per i verdi, Sahra Wagenknecht per la Linke, e il ministro degli interni bavarese Joachim Herrmann per la Csu (i cristianosociali si presentano solo in Baviera, e sono un partito diverso rispetto alla Cdu della Merkel).

Il gruppo degli inseguitori al momento vede in testa l'Fdp. Christian Lindner, 38 anni, ha guidato il piccolo partito liberale fuori dalla crisi. Aveva quasi il 15% quando entrò nell'alleanza con la Cdu-Csu nel 2009, quattro anni dopo non raggiunse neanche il 5% che è il minimo necessario per entrare al Bundestag. Angela consuma i suoi alleati. Ora nel giro di poco più di un anno ha recuperato, sfiora il dieci, e potrebbe rendere inutile il risultato di Schulz, se i cristianodemocratici dovessero raggiungere il 40%. O anche meno: grazie alla legge elettorale, che punisce i piccoli, con un 47% una coalizione tra Angela e Christian potrebbe ottenere almeno sette seggi di maggioranza. In Germania basta per governare.

Dipende dal risultato dell'AfD, che contende al momento la terza posizione ai liberali. I populisti in diversi Länder hanno raggiunto anche il 18%, poi è cominciato il calo. I tedeschi man mano che si avvicina il voto nazionale si spaventano o si vergognano delle loro scelte xenofobe e razziste. L'AfD nelle previsioni era calato fino al 7, ora sembra risalito oltre il 9. Impossibile sapere se si tratta di un fuoco di paglia. Meno voti prende, più salgono le speranze dei liberali. Paradossalmente, anche Martin Schulz dovrebbe sperare che l'AfD non crolli (potrebbe perfino rimanere fuori dal Bundestag), per riportare l'Spd al governo. L'AfD preoccupa la Csu che in Baviera ha da sempre la maggioranza assoluta, ma per superare lo sbarramento del 5 a livello nazionale, non deve scendere sotto il 40. Per fermare i populisti il partito bavarese è costretto a prendere spesso le distanze dalla Merkel.

La sinistra della Linke e i Grünen stanno cercando di evitare l'ultimo posto, in bilico tra il 7 e l'8%. I due partiti sperano sempre di soffiare la terza posizione ai liberali e all'AfD in extremis. Il che non è escluso. All'inizio della sua campagna, a gennaio, quando sperava di poter superare la Merkel, Martin Schulz ha puntato su una coalizione a tre, per la prima volta in Germania, un rosso-rosso-verde, quella che, al momento, governa Berlino. Ma verdi e estrema sinistra difficilmente possono andare d'accordo, come si dimostra appunto nella capitale.

Sterzando a sinistra, Schulz ha perso voti al centro, e ne ha tolti ben pochi alla Linke. E l'alleanza tricolore sembra fuori gioco. Sarebbe anche possibile una coalizione tra Angela e i verdi, che sorprende all'estero quanti considerano i Grünen tutti di sinistra. Una buona parte di ecologisti sono conservatori, e i verdi sono già alleati della Cdu in Baden-Württemberg. Angela e Martin hanno avuto 97 minuti per un duello Tv soporifero. I magnifici cinque si sono spartiti 75 minuti, e si sono dimostrati più combattivi e perfino divertenti, anche se prevedibili: il turco tedesco Özdemir non vuole rompere con la Turchia, anche se i fan di Erdogan lo minacciano di morte, Alice Weidel vorrebbe chiudere le frontiere e ironicamente si complimenta con la rossa Sahra, l'unica che vorrebbe mettere un limite all'accoglienza, come il bavarese Hermann. Le estreme si toccano. Tutti sono disposti a entrare in una coalizione con chiunque, tranne che con Alice. «Angriff der Giftzwerge», i nanetti velenosi all'attacco, intitola ironicamente Spiegel online. Almeno non hanno fatto assopire gli spettatori.





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