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di Francesco Chierchia | Mf-DowJones News

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Germania nell'incertezza, Merkel cerca una coalizione

25/09/2017 17:01

La cancelliera tedesca conquista la vittoria alle elezioni nazionali, ma la CDU ne esce ridimensionata. Grave battuta d'arresto anche per la SPD di Martin Schulz, che però annuncia di voler guidare l'oppozione al Bundestag. A sorpresa, AfD ottiene il 12.9% ed entra in Parlamento. Crescono i dubbi sulla stabilità della prossima coalizione di Governo

I risultati delle urne tedesche di ieri hanno generato un’inconsueta incertezza politica a Berlino.

Nonostante la vittoria della CDU (32,9%), e la conquista del quarto mandato consecutivo di Angela Merkel, i margini per la creazione di una coalizione di Governo stabile alla guida della Germania sembrano essere minimi.

Conscia del successo risicato del proprio schieramento, con un risultato nettamente inferiore rispetto al 41,5% conquistato nel 2013, Merkel in conferenza stampa ha da un lato ricordato che la CDU "è il primo partito del Paese”, ma dall’altro si è poi detta aperta alla “strada del dialogo con tutti gli altri schieramenti" per raggiungere una soluzione ottimale per la Germania.

"Avremmo sperato in un risultato migliore - ha ammesso - ma siamo comunque il partito piú forte. Sono molto ottimista" sulla possibilità di formare un’alleanza con FDP ed i Verdi. "Ci sono dei colloqui in corso, non faccio anticipazioni, ma avranno successo. La nostra principale responsabilitá  è garantire un Governo stabile", ha aggiunto.

Nelle intenzioni della cancelliera, Berlino "proseguirà una politica europeista, in quanto il tema comunitario è un punto centrale. L'Ue è in una fase che necessita di ulteriori passi programmatici", ha affermato Merkel.

Inoltre, anche dopo che l’AfD ha ottenuto l’ingresso al Bundestag, la Germania non sembra essere intenzionata a cambiare la propria politica nei confronti dei migranti. "Non credo proprio – ha sottolineato Merkel - penso che le politiche cambino a seconda degli accordi di coalizione che si trovano, ma l'AfD non ha nessuna influenza su questo".

Stando alle analisi di alcuni osservatori politici, la CDU rispetto al 2013 avrebbe perso circa un milione di voti a vantaggio del partito di ultradestra, ma la cancelliera ha assicurato che si impegnerà e per “riconquistare il milione di nostri elettori che ha votato per l'AfD", e che lo farà attraverso "la buona politica e con la risoluzione dei problemi”.

Sulla possibilità di nuove elezioni, poi, Merkel ha risposto con fermezza."Credo che tutti negli altri partiti sappiano che il voto degli elettori va preso com'è – ha affermato – e chiunque speculi su nuove elezioni dimostra disprezzo per il voto dei cittadini". Per di più, “chi lo fa dovrebbe pensare quanto questo possa davvero portarlo un passo avanti".

Una delle zone del Paese in cui la CDU ha dovuto registrare un netto calo nelle preferenze è stata quella dell’Est, in cui molti Lander hanno preferito la proposta politica dell’AfD. Alcuni critici hanno sostenuto che Merkel non abbia dedicato la giusta attenzione a quei territori, ma la cancelliera si è difesa affermando di  non aver “abbandonato l'Est. Forse in questi nove Lander si è avuta l'impressione che sia mancato il contatto quotidiano", puntualizzando poi che negli ultimi mesi Berlino ha dovuto spendere molte energie per la stabilizzazione dell'euro e per la sicurezza dei confini.

L’altra grande realtà politica uscita ridimensionata dal voto tedesco è stata la SPD, guidata da Martin Schulz. I socialdemocratici hanno ottenuto il peggior risultato di sempre, raccogliendo il 20,8% dei consensi, in caduta libera rispetto al 25,7% del 2013.

Schulz, finora membro della “Grosse Koalition” con la CDU di Merkel, ha però annunciato di non essere interessato ad un’altra coalizione di Governo e di voler guidare il proprio partito all'opposizione. "Ritengo Angela Merkel molto responsabile dello stato della democrazia in questo Paese", ha affermato Schulz, sottolineando che da adesso "l'opposizione sarà fondamentale e la SPD la fará". 

La sorpresa delle ultime elezioni tedesche è stato però AfD (Alternative fuer Deutschland), che ieri ha ottenuto il 12,9% e 93 seggi al Bundestag. Tuttavia, Frauke Petry, una dei leader storici del partito, ha annunciato che non intende unirsi al gruppo parlamentare. Alla base della decisione ci sarebbe una divergenza di vedute tra la stessa Petry, voce più moderata di Afd, e Alice Weidel e Alexander Gauland, gli esponenti leader più radicali.

Sull’esito elettorale a Berlino è intervenuto infine anche il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani. "La Germania - ha spiegato - rimane un Paese importante per l'Europa, ma il voto dimostra che la Germania ha bisogno dell'Europa e non è piú il tempo dell'Europa che ha bisogno della Germania".

Nel contesto europeo, ha proseguito Tajani, questo voto "offre all'Italia la possibilitá di essere protagonista perchè da domani la Merkel avvierá le trattative e guarderá a Macron". "La preoccupazione di tutti è la stabilitá della zona euro per affrontare le piú importanti emergenze. Dall'Africa alla questione migranti. E l'Italia ha l'occasione per essere protagonista", ha ribadito.


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