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di Antonio Satta - Milano Finanza

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Il Parlamento Ue vara un nuovo regolamento per le emissioni di azioni e bond

06/04/2017 08:22

In arrivo prospetti più semplici e chiari. Ora le autorità nazionali avranno 24 mesi per recepirlo. Previsti documenti semplificati e standardizzati per le Pmi, che potranno utilizzare anche il meccanismo delle Faq.

Rendere più semplici e comprensibili ai risparmiatori i prospetti informativi, ma anche favorire il ricorso al mercato dei capitali delle piccole e medie imprese prevedendo per esse prospetti semplificati e standardizzati. Questo l’obiettivo del regolamento approvato ieri dal Parlamento Europeo con 517 voti a favore, 109 contrari e 71 astensioni. Adesso i regolatori nazionali, come la Consob, avranno due anni di tempo dalla pubblicazione del testo sulla Gazzetta ufficiale europea, per far proprio il regolamento.

«Il Prospetto è un esempio concreto di come costruiremo l’Unione dei capitali», ha detto nel corso del dibattito il relatore Petr Ježek, parlamentare Ceco dell’Alde, l’Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l’Europa. «Abbiamo reso il regolamento sui prospetti informativi più adatto all’ambiente attuale e sarà di beneficio per chi vuole raccogliere fondi sul mercato, ponendo fine all’eccessiva dipendenza delle piccole imprese sulla raccolta bancaria. Il nuovo prospetto potrà ridurre i costi e aumentare la leggibilità e la pertinenza delle informazioni per gli investitori, che a sua volta migliorerà la tutela degli investitori»,

Le nuove regole si applicheranno a tutti i prospetti obbligatori in caso di offerte al pubblico di azioni o anche di obbligazioni, che dovranno essere pubblicati sul sito internet dell’emittente o dell’intermediario finanziario, ma dovranno anche essere consegnati in formato cartaceo a richiesta dell’investitore. A maggior tutela di quest’ultimo i documenti dovranno contenere una sintesi di non più di sette pagine (ma nel caso di emissioni particolarmente complesse si può arrivare a dieci) scritta in maniera chiara, con linguaggio semplice e non tecnico che comprenda le informazioni fondamentali sui rischi che l’investimento comporta, oltre che le informazioni sull’emittente, sui titoli, sull’offerta al pubblico e sull’ammissione alla compravendita.

Il regolamento, come è scritto nella relazione illustrativa, si concentra in maniera particolare su quattro tipi di emittenti: «1) emittenti già quotati in un mercato regolamentato o in un mercato di crescita per le PMI, che vogliono raccogliere ulteriori capitali mediante un’emissione secondaria, 2) PMI, 3) emittenti frequenti di tutti i tipi di titoli e 4) emittenti di titoli diversi dai titoli di capitale. Essa intende inoltre incentivare ulteriormente l’uso del «passaporto» transfrontaliero per i prospetti approvati, che è stato introdotto dalla direttiva sul prospetto.

In particolare gli emittenti i cui titoli sono già quotati in un mercato regolamentato (questa categoria rappresenta il 70% circa di tutti i prospetti approvati in un determinato anno) o nel futuro mercato di crescita per le PMI dovrebbero beneficiare di un prospetto più semplice per le emissioni secondarie. La riforma delle norme di informativa minima per le emissioni secondarie dovrebbe consentire di ridurre il costo di redazione dei prospetti e rendere la relativa informativa più rilevante per i potenziali investitori».

Per facilitare le piccole e medie imprese, ad esse sarà concessa «la possibilità di redigere un prospetto distinto e su misura nel momento in cui offrono titoli al pubblico, concentrandosi sulle informazioni che sono rilevanti e pertinenti per le società di queste dimensioni. Questo tipo di prospetto non dovrebbe tuttavia essere a disposizione delle PMI ammesse alla negoziazione nei mercati regolamentati, al fine di evitare di creare su tali mercati un dualismo nei principi di informativa che potrebbe compromettere la fiducia degli investitori». Inoltre, un nuovo formato opzionale, del tipo «domanda e risposta» (in sostanza è il meccanismo ormai molto diffuso su internet delle Faq, frequently asked questions) le dovrebbe aiutare nell’elaborazione del prospetto, consentendo così un risparmio considerevole in termini di spese legali.

Il regolamento elimina anche gli incentivi che erano stati concessi con la precedente direttiva sui prospetti, per chi emette titoli di debito di valore nominale elevato (pari o superiore ai 100 mila euro) «al fine di rimuovere una delle barriere che sono state individuate per quanto concerne la liquidità secondaria sui mercati obbligazionari europei».

Per chi, poi, effettua emissioni frequenti è prevista la possibilità di produrre ogni anno un «documento di registrazione universale» su cui inserire tutte le informazioni di base, di volta che una volta approvato dall’autorità di vigilanza i successivi prospetti per la raccolta di capitali, possano essere autorizzati in tempi molto più rapidi (dai 10 attuali a 5 giorni lavorativi).





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