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di Angelo Di Mambro (da Bruxelles) - ItaliaOggi

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L'Ue frena lo shopping di Bayer

23/08/2017 11:10

Con l'acquisizione di Monsanto rischi di monopolio globale. La commissaria alla concorrenza, Vestager, avvia un'indagine. Erbicidi e sementi sotto la lente

La Commissione europea ha aperto un'indagine approfondita sulla proposta di acquisizione di Monsanto da parte di Bayer.

L'antitrust dell'esecutivo Ue dovrà pronunciarsi entro l'8 gennaio 2018. «Decisione attesa vista la dimensione e la portata dell'operazione» si legge in un comunicato della società tedesca, che continuerà «a lavorare in modo costruttivo con i servizi della Commissione». In realtà, la decisione fa probabilmente sfumare i piani della multinazionale con sede a Leverkusen, che ha sempre dichiarato di voler finalizzare il matrimonio da 56 miliardi di euro con Monsanto entro la fine dell'anno. E rassicura quanti, nel mondo dell'agricoltura e non solo, avevano espresso preoccupazione per la terza maxi fusione in poco tempo nel settore dell'agrochimica e dei semi.

In realtà, la Commissione europea aveva aperto la «fase 2» delle indagini antitrust anche per le altre due operazioni, la prima tra le americane Dow Chemical e DuPont, e la seconda tra la svizzera Syngenta e il gigante cinese della chimica ChemChina. Fusioni poi approvate da Bruxelles a condizione che le parti coinvolte rinunciassero ad alcuni assets. L'affare Bayer-Monsanto, conviene in una nota l'Esecutivo Ue, «avrebbe luogo in settori che sono già concentrati a livello mondiale, come dimostrano le recenti fusioni su cui la Commissione è intervenuta». Con l'ondata di consolidamenti nell'industria sementiera e chimica, «il 75% del mercato degli agrofarmaci e il 63% di quello delle sementi» rischiano di finire «nelle mani di sole tre multinazionali con un evidente squilibrio di potere contrattuale nei confronti degli agricoltori», avverte Coldiretti che accoglie favorevolmente la decisione della Commissione.

«Abbiamo bisogno di ulteriori indagini per fugare le preoccupazioni su fitofarmaci, semi e caratteristiche genetiche», ha spiegato la commissaria Ue alla concorrenza Margrethe Vestager in una lettera rivolta alle organizzazioni e ai cittadini che attraverso numerose petizioni in questi mesi hanno chiesto di bloccare la fusione tra il gigante dei semi americano sinonimo di biotech agricolo e la grande industria chimica europea. Soprattutto quest'ultima negli ultimi anni ha aumentato gli investimenti sui semi (cotone e colza) e su caratteristiche genetiche come la tolleranza agli erbicidi. Proprio in questo ambito, la collaborazione tra la casa di Saint Louis (Monsanto) e quella di Leverkusen (Bayer) è iniziata addirittura nel 2007, quando un accordo dava il via libera negli Usa alla vendita di semi di mais e soia che contenevano sia il tratto LibertyLink della Bayer, tollerante all'erbicida glufosinate ammonio prodotto dalla stessa casa tedesca, che il più noto Roundup Ready, inventato dalla società americana per rendere le colture tolleranti al proprio erbicida, il Roundup, il cui principio attivo è il glifosato.

Di conseguenza, agli occhi della Commissione Ue, una fusione per incorporazione di Monsanto in Bayer finirebbe, per esempio, per concentrare in mano a un solo player mondiale sia i due principi attivi contro le erbe infestanti in competizione tra loro (glufosinate ammonio e glifosato), sia le caratteristiche genetiche di resistenza a questi principi attivi, sviluppate mediante transgenesi (Ogm).

Ma è stato anche l'attivismo delle due società in tema di agricoltura digitale a spingere la Commissione ad aprire nuove indagini. L'Esecutivo Ue nota che «sia Bayer che Monsanto stanno investendo in questa tecnologia emergente» che consiste «nella raccolta di dati e informazioni sulle aziende agricole allo scopo di fornire consulenza adeguata o dati aggregati agli agricoltori». Il rischio da scongiurare secondo Bruxelles è che oltre a semi e agrochimica si concretizzi un monopolio dei dati sui raccolti.

Comunque, precisa nella lettera già menzionata la commissaria Vestager, l'iniziativa della Commissione riguarda elementi come prezzi per gli agricoltori, concorrenza sul mercato e innovazione. «Per le preoccupazioni relative a food safety, consumatori, ambiente e clima», dice Vestager, «sono materia per i miei colleghi e ricadono sotto la legislazione europea e nazionale su questi temi».





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