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di Georgi Gotev | EurActiv.com, traduzione di Barbara Pianese

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La Commissione Ue condanna il referendum del Canton Ticino

26/09/2016 15:45

Per l'esecutivo di Bruxelles l'esito della consultazione di ieri (25 settembre) mette a rischio l'accordo Ue-Svizzera sulla libera circolazione delle persone. Il plebiscito, infatti, invita a privilegiare nelle assunzioni la manodopera del paese

Il Canton Ticino ha approvato ieri (25 settembre), a larga maggioranza, un referendum per una legge che dia preferenza ai residenti in materia di posti di lavoro, penalizzando in tal modo i frontalieri, in particolar modo quelli italiani che sono i più numerosi. 

Per questo il ministro degli esteri, Paolo Gentiloni, ha oggi rassicurato: nessuna conseguenza immediata sui lavoratori frontalieri italiani, ma senza la libera circolazione delle persone la relazione tra Svizzera e Ue è a rischio. Sulla stessa linea la Commissione europea che ha oggi fortemente criticato l'esito del plebiscito che arriva in un momento in cui si sta cercando una soluzione per mantenere in vita l'accordo Ue-Svizzera sulla libera circolazione delle persone. 

Berna e Bruxelles sono, infatti, ai ferri corti rispetto alle modalità di implementazione di un referendum precedente, quello del 2014, sulle quote migratorie che violerebbe il patto bilaterale che garantisce la libertà di movimento per i lavoratori europei. Se, quindi, la Svizzera decidesse di introdurre unilateralmente le quote, l'Ue potrebbe addirittura sospendere del tutto l'intesa bilaterale. Solo lo scorso 19 settembre, inoltre, il numero uno della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, ha incontrato a Zurigo il presidente svizzero, Johann Schneider-Ammann, nel tentativo di trovare un punto di incontro. 

"Abbiamo preso atto del voto, che tuttavia ha ancora bisogno dell'ok da parte del governo federale", ha sottolineato oggi a caldo il portavoce della Commissione europea, Margaritis Schinas, precisando che l'Ue e la Svizzera sono in trattative da diversi mesi. "Il voto di ieri non renderà questi colloqui più facili" ha comunque ammesso il portavoce che ha lasciato, allo stesso tempo, anche una porta aperta ricordando il prossimo incontro alla fine di ottobre. "C’è un'altra opportunità per affrontare il voto di ieri e le sue conseguenze" ha concluso il portavoce.

 





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