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di Andreas Maisch | EURACTIV.de | Traduzione inglese Sam Morgan | Traduzione italiana Miryam Magro

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La Germania chiede all'India più apertura al mercato libero

30/05/2017 09:56

Un accordo di libero scambio tra l'Unione europea e l'India potrebbe far crescere l'economia dell'Europa, in particolare quella tedesca, di oltre 21 mld euro.

Il primo ministro indiano, Narendra Modi, è in Germania per attrarre investimenti nel suo Paese. La Germania ha già considerato il valore dell'investimento in India e ha sostenuto numerosi progetti energetici nel Paese. "La nostra partnership nel settore dell'energia solare, lanciata nel 2015, è ora entrata in una fase cruciale della sua attuazione", ha dichiarato Modi al quotidiano tedesco Handelsblatt. Il portavoce tedesco sul clima, Annalena Baerbock, ha lodato le intenzioni di Nuova Delhi di produrre meno energia proveniente dalle centrali elettriche a carbone, ma ha avvertito che il Paese è ancora "troppo legato alla produzione da combustibile fossile". Il cancelliere tedesco, Angela Merkel, ha incontrato Modi per dare inizio ad un nuovo ciclo di consultazioni fra i due Governi. Il leader indiano ha descritto il colloquio come una "interazione molto buona".

Oltre agli investimenti, gli argomenti discussi dai due leader hanno riguardato la Brexit ed i suoi effetti su entrambi i Paesi, il futuro dell'Unione europea e il terrorismo. Per le imprese tedesche, l'India è un mercato in crescita importante. Tuttavia Berlino lamenta alte tariffe, l'incertezza giuridica, nonché una eccessiva burocrazia e una scarsa consapevolezza dei consumatori. Il presidente del comitato Asia-Pacifico  per l'economia tedesca, Hubert Lienhard, ha dichiarato che "in termini di tariffe e di altre barriere commerciali, l'India deve aprirsi in modo che le nostre aziende possano impegnarsi nel Paese". Lienhard ha invitato il Governo indiano a riprendere i negoziati per un'intesa di libero scambio tra l'Unione europea e l'India. Bruxelles ha mediato un accordo con l'India nel 2007, ma i colloqui sono in stallo dal 2013. Uno degli elementi che ha ostacolato l'intesa del 2007 è stata l'insistenza dell'India nel voler proteggere la propria economia interna imponendo tariffe elevate. Ciò ha impedito ai suoi cittadini di beneficiare dei prodotti importati.

Un recente studio rivela che la Germania riceverebbe enormi guadagni da un accordo Ue-India, se mai dovesse riuscire a siglarlo. Il Pil tedesco potrebbe crescere di 4,6 miliardi di euro, secondo l'Ifo Institute. Solo il Regno Unito, strettamente legato all'India a causa del suo passato coloniale, trarrebbe più vantaggio da un accordo commerciale del genere. Le industrie automobilistiche tedesche, così come altre imprese industriali, sarebbero i maggiori beneficiari di un'intesa Ue-India. Il loro fatturato potrebbe aumentare  fino a 1,5 miliardi di euro. Il comparto tessile tedesco, invece, potrebbe perdere parte dei suoi guadagni, dal momento che in India il costo i salari sono significativamente più bassi e le industrie riescono a produrre molti piàù vestiti e a prezzi maggiomente competitivi rispetto a quelli tedeschi, anche a causa di standard ambientali inferiori.

Tuttavia un patto di libero scambio è improbabile nel contesto attuale, soprattutto a causa degli ostacoli che hanno fermato i negoziati per il TTIP. In Germania, l'opposizione al previsto accordo Ue-Usa è particolarmente vocale. Alcune teorie economiche insistono sul fatto che il libero scambio permetterebbe ad ogni Paese di produrre le merci per le quali si hanno le migliori condizioni di produzione. Ad esempio, i Paesi industrializzati potrebbero concentrarsi sulle tecnologie avanzate, mentre quelli più poveri si occuperebbero dei settori "labor intensive".





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