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di EurActiv.com, traduzione di Barbara Pianese

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La Russia blocca il social network Linkedin

17/11/2016 17:11

L'authority russa delle telecomunicazioni ha annunciato di aver chiesto agli internet provider di bloccare Linkedin, acquistata da Microsoft, per non aver immagazzinato i dati degli utenti su server russi. Altri colossi Usa potrebbero essere a rischio

Linkedin è il primo grande social network a essere bloccato dalle autorità russe per aver infranto la legge del 2014 del Paese che richiede ai siti web di immagazzinare i dati personali in server russi, cosa che non avrebbe fatto la società statunitense secondo l'authority per le comunicazioni Roskomnadzor. La settimana scorsa un tribunale di Mosca aveva respinto il ricorso della società, accusata di violare la legge sul trattamento dei dati personali.

Il sito, che ha 6 milioni di utenti nel Paese, sarà quindi bloccato nelle prossime 24 ore secondo l'agenzia di stampa Interfax. Il provider internet, Rostelcom, ha sottolineato di aver già bloccato l'accesso al sito mentre altri due, Mts e Vimpelcom, hanno anticipato che sono in procinto di fare lo stesso a breve.

I rappresentati di Linkedin non hanno finora commentato la decisione, sebbene questo mese la società abbia messo in guardia che una tale mossa avrebbe privato milioni di membri, tra cui le imprese, di uno strumento per accrescere il proprio business.

Secondo Mosca per Linkedin gli scandali sono iniziati nel 2010, con la perdita dei dati degli utenti. Pertanto questa estate sarebbero state inviate due lettere di richiesta di informazioni in merito all'attuazione della legge sulla localizzazione dei dati personali sul territorio della Federazione russa. Ma la società, acquitata da Microsoft, non avrebbe fornito alcuna risposta.

Il portavoce di Roskomnadzor ha reso noto all'agenzia di stampa Reuters che l’autorità avrebbe ricevuto solo lo scorso venerdì una richiesta d'incontro sebbene per procedere è necessaria l'approvazione del ministro degli Esteri russo, essendo Linkedin una compagnia straniera.

Ma oltre Linkedin altri colossi Usa sono a rischio perché non rispettano il medesimo requisito di Linkedin: non avere i propri server in Russia. Tra questi, cita la rete americana Nbc,  anche Google, Facebook e Twitter. Finora nessuno di queste società ha preannunciato di volersi adeguare alla norma ma Mosca finora non li ha messi nel mirino, come era successo da tempo con Linkedin.

I critici, però, leggono la mossa nel contesto di un attacco generale ai social network in un Paese che sta sempre più intensificando il controllo su Internet.





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