EurActive.it

Home > News > Merkel, adesso rapporti più difficili con Macron

di Di Davide Annarumma Dow Jones News

Facebook Twitter Linkedin
Merkel, adesso rapporti più difficili con Macron

25/09/2017 17:19

Angela Merkel potrebbe impiegare dai tre ai sei mesi per formare il nuovo governo. E' molto probabile una coalizione tra Cdu, Fdp e Verdi, ma la negoziazione sará complessa, ed il rafforzamento dell'alleanza fra Francia e Germania appare più difficile

L'esito delle elezioni tedesche ha "distrutto le speranze che il presidente francese Macron aveva riposto nel rafforzamento dell'alleanza franco-tedesca. Una coalizione che, secondo Macron, avrebbe favorito l'integrazione tra l'Unione europea e l'Eurozona. Probabilmente, Angela Merkel, indebolita dal risultato elettorale, dovrá intrattenere delle trattative complesse con i liberali della Fdp e con i Verdì. Lo dichiara Simon Ward, Chief Economist di Janus Henderson Investors. Secondo l'esperto, "qualsiasi sia l'accordo, una potenziale alleanza indurrá a chiedere ad Angela Merkel di cedere l'incarico di ministro delle Finanze, ruolo finora rivestito dal suo alleato Wolfgang Schaeuble, all'Fdp. In un simile contesto, il rischio che non si raggiunga un accordo e che vengano annunciate nuove elezioni è reale". In aggiunta, "lo spostamento a destra della politica tedesca rendera' molto piú difficile per il presidente della Bce, Mario Draghi, estendere il finanziamento monetario ai Paesi piú deboli dal punto di vista fiscale, attraverso il Qe, le operazioni di rifinanziamento o programmi simili", aggiunge lo strategist. Sul fronte valutario, "i rally dell'euro e dei mercati azionari/obbligazionari dei Paesi periferici, registrati in scia alla vittoria del presidente Macron, "appaiono al momento vulnerabili ad una potenziale inversione di rotta", conclude Ward.

"Se il presidente francese Emmanuel Macron ha bisogno del supporto della Germania per revitalizzare le economia dell'Eurozona, alcuni dei partner di coalizione di Angela Merkel non gradirebbero vedere Berlino al fianco di alcuni Paesi che rifiutano di seguire politiche fiscali piú responsabili nel lungo periodò. Lo dichiara Tim Stevenson, Director of Pan-European Equities di Janus Henderson Investors. Secondo l'esperto, "il Cancelliere tedesco dovra' ora trovare nuovi alleati, che le permetteranno di far avvertire il peso della Germania nell'Ue, senza però far aumentare il sentimento di protezionismo sia all'interno che all'esterno del suo Paese".

"Quella di Angela Merkel e' una falsa vittoria perchè dovrá negoziare un accordo di coalizione piú complessò in uno scenario in cui il partito Afd è diventato la terza forza politica del Paese. "Chiunque abbia potuto pensare che il rischio politico in Europa fosse scomparso avra' un brusco risveglio". Lo afferma Lucy O'Carroll, capo economista di Aberdeen Standard Investments, puntualizzando che "l'esito elettorale pone anche interrogativi sulla capacitá dell'Europa di portare avanti riforme istituzionali sostanziali attraverso un'azione combinata Macron-Merkel, dato che è probabile che il cancelliere sia occupato sul fronte interno. Potrebbe non significare molto per i negoziati del Regno Unito per la Brexit nel breve termine, visto che sarebbero condotti da Michel Barnier invece che dai singoli Stati dell'Unione Europea. Nel lungo periodo potrebbe però aumentare la riluttanza dell'Ue a fare molte concessioni per paura di alimentare le istanze dei populisti".

Il Cdu/Csu di Angela Merkel si è infatti confermato il primo partito, registrando però il peggior risultato dal 1949. Secondo l'Spd di Martin Schulz, mentre l'Afd ha guadagnato molti consensi, superando il 13% e diventando la terza forza politica del Paese. Era dal dopoguerra che un partito di estrema di destra non entrava nel Bundestag.

Il partito socialdemocratico tedesco ha registrato un risultato negativo, eliminando l'opzione della grande coalizione con il Cdu, partito del Cancelliere Angela Merkel. Si apre però una trattativa difficile per la formazione del governo, "e non si esclude che l'Spd possa tornare ad un certo punto delle negoziazionì. Lo dichiarano Themis Themistocleous, Head Chief Investment Office Europe, Ricardo Garcia, Head of European Macroeconomics e Maximilian Kunkel, Chief Investment Officer for Germany di Ubs Wealth Management. Secondo gli esperti, il partito dell'ex presidente del Parlamento Europeo, Martin Schultz, potrebbe chiedere "un prezzo molto alto" per la propria partecipazione, o ritornare come "il cavaliere bianco" nel caso di un fallimento degli accordi di governo. In ogni caso, secondo i gestori, questa situazione non fará esaurire la spinta verso la continua integrazione europea. Secondo gli esperti, resta ancora probabile la creazione di "un ministro delle Finanze europeo, ma con un budget limitato".

"L'alleanza fra Unione cristiano-democratica, Verdi e Liberali dovrebbe garantire una buona maggioranza, ma ci sono ancora dei punti di distanza fra i partiti", dichiarano gli strategist di Ig, commentando il risultato delle elezioni politiche in Germania. Secondo gli analisti, "il mercato risente di questa situazione, poiche' gli operatori si aspettavano risultato migliore del partito del Cancelliere Angela Merkel".

"Dopo solo 16 minuti dai primi exit poll delle ore 18 di ieri, la questione della futura coalizione di governo era risolta: la Spd annunciava la sua indisponibilita' per una continuazione della grande coalizione". Lo dichiara Christian Blasberg, docente di Storia contemporanea alla Luiss Guido Carli di Roma. Secondo il professore, "rimaneva soltanto un'opzione matematicamente possibile, se si considera che la Afd è fuori da ogni possibile scenario di coalizioni, e una coalizione di sinistra incluso la Linke non aveva i voti necessari. La coalizione Giamaica nero-giallo-verde (Cdu-Fdp-Verdi), è senza alternativa, se non si vuole andare a nuove elezioni. Queste però rischierebbero di rafforzare ulteriormente la Afd". Secondo l'esperto, "è quindi indispensabile che Fdp e Verdi superino la loro incompatibilitá programmatica. Un precedente di una coalizione Giamaica esiste giá da qualche mese nella Regione Schleswig-Holstein e sembra che funzioni bene". In conclusione, per Blasberg, "un tale governo per la Germania sarebbe decisamente pro-europeista, anche se difficilmente potrebbe generare un progetto coerente di importanti riforme delle istituzioni europee. È piuttosto da aspettarsi che la nuova formula governativa continuerà, sotto molti aspetti, la vecchia politica dei precedenti esecutivi Merkel".

"I mercati non si aspettavano grandi sorprese da queste elezioni, ma il risultato sorprendentemente elevato del voto a favore del partito di estrema destra Afd rappresenta uno scossone. Non credo comunque che assisteremo a un aumento significativo della volatilita' di breve termine, data la reazione sottotono degli investitori a molti dei recenti shock politici. Potrebbe però indebolire la mano della Merkel nella coalizione e avere un impatto sui negoziati della Brexit". Lo afferma Paul Hatfield, Global Chief Investment Officer di Alcentra (Bny Mellon Im), spiegando che "i mercati si aspettavano che queste elezioni permettessero ad una cooperazione Merkel-Macron di fornire ulteriore sostegno all'euro con conseguenti vantaggi per i mercati azionari europei, ma il coinvolgimento dell'Afd adesso potrebbe condizionarla. Recentemente i Bund tedeschi erano stati piú allineati ai Treasury americani e questa tendenza sembrava destinata a continuare, ma questo risultato potrebbe far si che la differenza di rendimento duri un pò 'piu' a lungo".

"L'economia della Germania è stata tra le principali beneficiarie del progetto europeo e del pacchetto di stimoli lanciato dalla Cina nel 2016. Non sorprende, dunque, che Angela Merkel sia stata rieletta. Tuttavia l'ottimismo dei mercati nell'interpretare il risultato del voto tedesco potrebbe essere prematuro. Gli investitori sembrano convinti che la vittoria di Macron in Francia abbia segnato la fine dell'ascesa dei partiti populisti e che il panorama politico si stia normalizzando. Secondo tale visione, la Brexit non sarebbe stata che un incidente di percorso, un caso isolato. Crediamo che questa sia una convinzione erronea, come dimostrato anche dal risultato migliore del previsto ottenuto dal partito di estrema destra Afd". Lo afferma Nick Clay, gestore del Bny Mellon Global Equity Income Fund, puntualizzando che "Macron era un outsider, sconosciuto nei circoli politici sino a un anno fa. La sua vittoria non e' dissimile da quella di Trump (per quanto gli approcci dei due siano ovviamente molto diversi): in entrambi i casi, l'elettorato ha
votato contro l'establishment e contro lo status quo politico, in favore di un cambiamento e di qualcosa di diverso, di nuovo. Lo stesso vale per la Brexit e per le elezioni in Gran Bretagná. Pertanto l'esperto ritiene che "sia pericoloso interpretare la rielezione di Angela Merkel come la fine del populismo in Europa, cosi' come sarebbe pericoloso ritenere che le elezioni in Italia nel 2018 e il potenziale voto in Catalogna siano privi di rischi. Il cambiamento resta necessario, ed è ancora richiesto a gran voce dagli elettori".

 





EurActiv Network
Milano Finanza Interattivo © Milano Finanza 2020 Partita IVA 08931350154