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di Alessandra Ricciardi - ItaliaOggi

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Migranti liberi di lasciare l'Italia

26/07/2017 08:40

Attesa per oggi la sentenza della Corte Ue che potrebbe cambiare la gestione dei flussi migratori. In ballo il diritto a spostarsi dal territorio di primo approdo

Per il governo di Paolo Gentiloni sarebbe un bell'aiuto per fare la voce grossa in Europa sui migranti. Soprattutto contro paesi, come l'Austria e l'Ungheria, che hanno detto chiaro e tondo di non poter ospitare nuovi arrivi non controllati, chiedendo all'Italia di bloccare i flussi sul proprio territorio. Se la Corte di giustizia europea dovesse decidere, e la sentenza è attesa per oggi, che gli stranieri privi di visto possono fare domanda di protezione internazionale anche in un paese europeo diverso da quello di primo approdo, questo significherebbe di fatto non costringere più l'Italia a dover trattenere gli immigrati aspiranti all'asilo. Che ben potrebbero raggiungere altri stati per vedersi riconoscere il diritto a restare in Europa. Con la conseguenza che anche i costi per l'eventuale rimpatrio sarebbero a carico del paese di destinazione.

Una sentenza in attesa della quale ieri il senato ha sospeso i lavori sulla risoluzione per la ricollocazione e il reinsediamento dei migranti (As. 404), rinviandone l'approvazione alla prossima settimana.Alla Corte di giustizia europea è stato sottoposto il caso di alcuni migranti siriani che hanno fatto ricorso contro la decisione delle autorità slovene e austriache di rifiutare la domanda di protezione internazionale presentata. Il rifiuto era motivato dalla circostanza che i richiedenti avevano varcato «illegalmente» la frontiera dei due stati e che avrebbero dovuto fare istanza nello stato di primo ingresso, nella fattispecie la Croazia.

L'avvocato generale, nelle sue conclusioni, ha già ammesso che pur se si tratta di transito irregolare sui territori non si può però classificare come «illegale», in virtù delle motivazioni umanitarie che ne sono alla base. E pertanto non dovrebbe trovare applicazione il regolamento di Dublino invocato invece da Slovenia e Austria.

Se la Corte dovesse fare proprio il ragionamento del procuratore, questo consentirebbe a migliaia di migranti, passando per l'Italia, di provare ad arrivare dove hanno già punti di riferimento prima di fare domanda di protezione. L'avvocato generale ha anche affermato che se gli stati di confine, la Croazia ma anche l'Italia, fossero ritenuti gli unici competenti ad accogliere e gestire i numeri eccezionali dei richiedenti asilo, vi sarebbe il rischio per gli stessi stati di non poter più fronteggiare la situazione e di rispettare i conseguenti obblighi internazionali.

«Si tratta di una decisione importante che potrebbe rafforzare in maniera significativa le richieste del governo italiano», spiega la relatrice della risoluzione in prima commissione, la senatrice Mdp Doris Lo Moro, «che non trovano il giusto consenso in paesi europei da cui ci si aspetterebbe maggiore e più concreta solidarietà».

Intanto la Commissione europea è pronta a intervenire per la gestione dell'emergenza migranti a sostegno dell'Italia con misure concrete da attuare rapidamente su richiesta di Roma, già nelle prossime settimane. È quanto si legge in una lettera inviata al presidente del Consiglio Gentiloni e firmata dal presidente Jean-Claude Juncker, dal vicepresidente Frans Timmermans e dal commissario per l'immigrazione Dimitris Avramopoulos. In particolare, si legge nella lettera, «la Commissione è pronta a decidere, se il governo italiano lo ritiene utile, azioni complementari».





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