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di Penny Pritzker, Vera Jourová, traduzione di Barbara Pianese

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Privacy Shield: una vittoria per l'economia transatlantica

01/08/2016 16:25

Da oggi (1 agosto) le aziende dovranno adeguarsi alle disposizioni del Privacy Shield, l'accordo per lo scambio dei dati tra Ue e Usa. L'analisi di Penny Pritzker, segretario al commercio Usa e Vera Jourová, Commissario Ue per la giustizia

Due settimane fa l'Unione europea e gli Stati Uniti hanno adottato un framework innovativo, il Privacy Shield, che regolerà il trasferimento di dati attraverso l'Atlantico assicurando, allo stesso tempo, rigorosi standard in tema di privacy. Oltre a prevedere un alto livello di protezione dei dati per gli individui le cui informazioni personali sono trasferite dall'Europa agli Stati Uniti, l'accordo garantisce certezza normativa alle aziende partecipanti il cui business poggia sullo scambio transatlantico di dati sensibili. 

Il Privacy Shield è il risultato di lunghi anni di negoziati risultanti in un robusto framework che affronta le preoccupazioni degli attori europei in merito al trasferimento dei dati e riflette la giurisprudenza della Corte europea di giustizia.

In particolare il nuovo testo assicura agli europei che i loro dati saranno protetti dall'uso che ne faranno le aziende partecipanti dall'altra parte dell'Atlantico, i cui impegni sono disciplinati dalla normativa statunitense. Il framework garantisce, inoltre, che ogni accesso ai dati personali da parte delle autorità statunitensi e delle agenzie per la sicurezza nazionale sia soggetto a severe forme di salvaguardia.

Con il Privacy Shield, inoltre, sia l'Europa che l'America possono giovare delle opportunità offerte dall'economia digitale. Al momento il commercio tra le due sponde oceaniche vale più di 260 miliardi di dollari annuali, sebbene ci sia un significativo potenziale di incremento.

Il flusso dei dati è essenziale per il commercio globale e gli investimenti. Le aziende che hanno sedi e dipendenti sulle due sponde dell’Atlantico confidano, infatti, sulla possibilità di gestire le informazioni tra i due continenti per pagare stipendi e benefit ai propri impiegati. Il flusso di dati tra l'Ue e gli Stati Uniti è anche critico per la manifattura digitale, la ricerca, lo sviluppo e i test sui prodotti. Nei fatti, tutti i tipi di business contano su questa risorsa. E la fiducia del consumatore è fondamentale per sprigionarne il potenziale.

Da questa settimana, inoltre, le aziende europee che esportano dati personali possono verificare la partecipazione al programma delle controparti statunitensi attraverso la lista delle aziende partecipanti redatta dal Dipartimento per il commercio Usa. Se l'azienda partner è sulla lista, la società europea può trasferire i dati personali in piena conformità con la legge Ue sulla protezione delle informazioni.

Infine il sito del Dipartimento del commercio sul Privacy Shield è una risorsa per aiutare aziende ed individui a comprenderne a pieno il framework mentre questa settimana la Commissione Ue si prepara a predisporre una guida per i cittadini per permettere a tutti di avere informazioni trasparenti sulla protezione della privacy e a chi rivolgersi in caso di problemi. Gli Usa collaboreranno con le autorità deputate alla protezione della privacy, che rivestiranno un ruolo chiave nell'assistere gli individui.

Costruire un ponte tra i due sistemi legali non è stata un’impresa facile. Ma il Privacy Shield è valso il tempo speso sui tavoli di negoziazione. È inoltre previsto un processo dinamico con revisioni congiunte annuali per assicurare che il sistema funzioni.

In parole povere, il Privacy Shield è una soluzione del 21esimo secolo per rafforzare la protezione dei dati personali tra i due continenti. Siamo fiduciosi che il nuovo piano aprirà le porte ad una nuova era per la privacy ed il commercio transatlantico, con risultati concreti e pratici per i nostri cittadini e le nostre aziende.

 





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