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di Barbara Pianese

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Referendum, Renzi: se vince il no potrei lasciare

14/11/2016 15:30

Il premier si è detto pronto a fare un passo indietro in caso di vittoria del no al referendum costituzionale del 4 ottobre. Quanto al confronto con l'Ue sulla legge di bilancio, Renzi ha affermato che la stabilità delle generazioni future è più importante di quella della burocrazia europea

Il premier Matteo Renzi potrebbe essere pronto a fare un passo indietro in caso di vittoria del no al referendum. "Io di restare a vivacchiare e galleggiare non sono adatto", ha affermato oggi Renzi, "cosa significa? lo vedremo il 5 dicembre. A quelli a cui sto sulle scatole dico che quello del 4 dicembre non è un voto sulla mia simpatia ma sul Paese. Vi rendete conto che c'è chi vota no per farmi un dispetto? Riflettete". 

"Io sono quello che sta cercando di eliminare un pò di politici, poi magari eliminano me, ma lo faccio perché sono innamorato della politica, non sono uno della antipolitica" ha continuato augurando un voto consapevole oltre ad un dibattito vero, non basato sul bugie.

Se vince il no, ha messo in guardia, "Camera e Senato fanno le stesse robe. Non ce l'ha nessuno un sistema così. E' un doppione che gli stessi costituenti non volevano e che tutti i santi partiti hanno chiesto di eliminare. Adesso vogliono bloccare il superamento del bicameralismo paritario". In questo modo, ha aggiunto, l'Italia resterà un sistema che favorisce "instabilità, inciuci, accordicchi". "Se vince il sì", ha proseguito Renzi, "ci sono meno posti e meno poltrone per la politica, abolizione di enti inutili come il Cnel, solo la Camera dà la fiducia. A livello politico, l'Italia è più semplice".

"Se passa la riforma possiamo iniziare a discutete di quello che serve all'Italia: investimenti, band larga", ha aggiunto, "ci sarà tensione ma saranno venti giorni belli". Renzi ha comunque rassicurato: la riforma costituzionale non tocca i valori fondamentali della Costituzione. 

"Io faccio il premier perché", ha messo nero su bianco, "voglio cambiare l'Italia. Non posso lasciare il Paese in mano a chi dice solo 'non si fa'.Si possono fare degli errori, e ne abbiamo fatti. Sono contento del Jobs Act, meno su quanto fatto sulla burocrazia. Però se devo fare il premier devo cambiare il Paese. Con questa riforma chi verrà dopo di me, e potrà essere Grillo, Berlusconi, Salvini, deve poter cambiare le cose. È frustrante per un politico vedere che le cose non cambiano", ha osservato. 

"Gli amici europei devono sapere che l'Italia smette di fare il salvadanaio", ha poi ammonito il presidente del Consiglio Matteo Renzi replicando alla presunta diffidenza di Bruxelles nei confronti del governo italiano, in particolare in relazione alla legge di bilancio. "Non so se non si fidano", ha premesso Renzi, "ma glielo spieghiamo bene. Innanzitutto: quello che serve a rimettere a posto le scuole, piaccia o non piaccia all'Europa, lo utilizzeremo, perché la stabilità dei nostri figli è più importante della stabilità della burocrazia europea".

Inoltre, se c'è stato un governo tecnico come quello di Monti "che ha regalato 20 miliardi all'anno all'Europa prendendone in cambio solo 12" ora le cose cambiano. "Ho detto che o l'Europa cambia linea, a partire dall'immigrazione, perché così non va, oppure c'é un piccolo particolare: noi smettiamo di pagare, nel senso che mettiamo meno sul bilancio. Meglio così, no? Vedrete se si fidano", ha concluso. 

 

 

 





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