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Referendum, via libera dalla Cassazione

08/08/2016 16:21

La Cassazione ha ammesso la richiesta di referendum sulla riforma costituzionale. I supremi giudici hanno dichiarato infatti "conforme" alla Costituzione la richiesta depositata lo scorso 14 luglio. Il quesito sarà unico. M5S e Forza Italia: ora la data

La Corte di Cassazione ha ammesso la richiesta di referendum sulla riforma costituzionale. I supremi giudici hanno dichiarato infatti "conforme" alla Costituzione la richiesta depositata lo scorso 14 luglio. La Cassazione non ha spacchettato il quesito, che sarà dunque unico. L'ipotesi di sottoporre agli elettori più quesiti era venuta dai Radicali. Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha legato il futuro del governo alla riforma costituzionale che mette fine al bicameralismo perfetto e riporta allo Stato alcuni poteri delle Regioni.

"L'ufficio centrale per il referendum presso la Corte Suprema di Cassazione", si legge nel comunicato della Cassazione, "con ordinanza dell'8 agosto 2016 ha dichiarato conforme all'articolo 130 della Costituzione e alla Legge n. 352 del 1970 la richiesta di referendum depositata il 14 luglio 2016 alle ore 18.45 sul testo di legge costituzionale avente ad oggetto il seguente quesito referendario: "Approvate il testo della legge costituzionale concernente disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del Cnel e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione, approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 88 del 15 aprile 2016?'. L'Ufficio centrale per il referendum ha quindi ammesso la suddetta richiesta di referendum".

Da oggi, quindi, si metterà ufficialmente in moto la macchina organizzativa per la consultazione. Come prevedono le procedure, dalla Cassazione, già oggi partirà alla volta del Quirinale l'annuncio ufficiale dell'avvenuto controllo delle firme. Il governo avrà 60 giorni di tempo per scegliere la data del referendum, il cui decreto sarà firmato dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e che potrà essere collocato in una domenica compresa tra il 50 e il 70 giorno dopo il decreto di indizione. Al momento pare più probabile che la consultazione sia a novembre, comunque dopo la presentazione della legge di Stabilità prevista a metà ottobre.

"Adesso possiamo dirlo: questo è il referendum degli italiani", è il post del Comitato per il Sì al referendum costituzionale, condiviso da Renzi sul suo profilo Twitter. Ma ora che la Corte di Cassazione si è pronunciata, i parlamentari del M5S di Camera e Senato hanno chiesto al premier di "smetterla di prendere in giro i cittadini italiani" e indicare immediatamente la data in cui si andrà a votare per il referendum costituzionale.

"Ogni altro vergognoso tentativo di rimandare il voto alle calende greche, oltre a quelli messi in atto fino ad ora, rappresenterebbe una grave violazione delle regole democratiche e una mancanza di rispetto nei confronti di tutti i cittadini italiani", hanno aggiunto i parlamentari del M5S di Camera e Senato, "stanchi dei soprusi della casta e dei ladri di democrazia che, con lo stravolgimento dei principi fondamentali sanciti dalla riforma costituzionale voluta dal trio Renzi-Boschi-Verdini e con i loro giochini di palazzo, cercano di erodere il cardine della sovranità popolare".

Renzi aveva affermato che il referendum si sarebbe svolto il 2 ottobre, ma ora "vuole far votare gli italiani solo quando avrà in mano sondaggi positivi, ma si è superato ampiamente il limite", hanno concluso. Su twitter anche Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia, ha scritto: "Ora governo Matteo Renzi indichi subito data voto. Stop scuse/trucchetti".   





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