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di John Henley | EurActiv.com, traduzione di Barbara Pianese

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Regno Unito, con la Brexit addio sussidi Pac

30/09/2016 18:00

Tra i primi destinatari dei sussidi della politica agricola comune Ue nel Regno Unito figurano alcune delle famiglie più ricche del paese. Ma con la Brexit qualcosa potrebbe cambiare

Un'indagine dello scorso anno di Greenpeace sui primi 100 destinatari delle sovvenzioni della politica agricola comune (Pac) nel Regno Unito ha rivelato come almeno uno su cinque fosse un'azienda agricola posseduta o controllata dalle famiglie aristocratiche del paese.

Tra questi anche la Regina, il duca di Westminster, il duca di Northumberland e il conte di Plymouth. Il miliardario Sir James Dyson, battutosi per la Brexit, è anche lui nella lista. Sarebbe inoltre emerso che 16 delle prime 100 aziende aggiudicatrici   sono controllate da famiglie presenti nella lista dell'anno del Sunday Times dei maggiori ricchi del paese, nonostante abbiano ricevuto 13,4 milioni sterline di sussidi agricoli.

La Beeswax Farming (Rainbow) Ltd, di proprietà del magnate Dyson, ha ricevuto circa 1,5 milioni di sterline in sussidi mentre il principe saudita, Khalid Abdullah Al Saud, ha ottenuto quasi 407.000 sterline per le sue Juddmonte Farms, controllate attraverso una holding offshore nella giurisdizione del Guernsey. Sandringham Farms, della Regina, ha invece incassato 557.707 sterline.  

Ma la Commissione europea si è difesa: le disposizioni europee permettono agli stati membri di tagliare gli aiuti ai grandi proprietari terrieri applicando un tetto massimo alle erogazioni. Nove i paesi ricorsi a questo strumento, tra cui la Gran Bretagna che applica soglie in Irlanda del Nord, Scozia e Galles, dove i fondi sono generalmente destinati allo sviluppo di progetti rurali. 

"Il governo del Regno Unito sceglie di non applicare un tetto massimo in Inghilterra", ha aggiunto la Commissione ricordando che le proposte ripetute di riforma sono "sempre state avversate dai ministri nazionali". Fonti di Bruxelles hanno messo in luce che la Gran Bretagna ha, quindi, giocato un ruolo di primo piano all'interno del piccolo gruppo di Stati che si era opposto ad una soglia massima obbligatoria a livello europeo, nel corso della revisione della Pac nel 2014.

Il governo britannico ha promesso di mantenere i sussidi della Pac anche dopo l'uscita dall'Ue mentre, nel 2020, verrà implementato un sistema nazionale. Hannah Martin, del team di Greenpeace UK, ha dichiarato: "È insostenibile che il governo giustifichi il mantenimento di una politica agricola che consente ad un miliardario di allevare cavalli da corsa su terreni sovvenzionati dai contribuenti. Non si potrà avere lo stesso approccio fuori dall'Ue". 

 

 





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