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di EURACTIV.com, AFP e Reuters | Traduzione di Francesco Chierchia

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Regno Unito: piano per imporre sanzioni post-Brexit

02/08/2017 15:01

Il governo britannico ha presentato un piano per un disegno di legge in grado di conferire a Londra il potere giuridico di imporre sanzioni a Paesi terzi (non Ue) anche dopo l'uscita dall'Unione europea. Tra gli obbiettivi c'è anche quello di facilitare il taglio dei finanziamenti al terrorismo. Intanto la Spagna richiede sanzioni contro la crisi venezuelana

Allo stato attuale la Gran Bretagna negozia ed impone sanzioni nei confronti di determinati Paesi (non Ue) attraverso le leggi comunitarie. Ma una volta che il divorzio da Bruxelles sarà completato, Londra potrebbe ritrovarsi senza l'autorità legale per continuare ad applicare tali sanzioni. In quest'ottica, il Governo britannico ha presentato oggi un piano per realizzare un disegno di legge che gli conferisca i poteri giuridici necessari sul piano internazionale. 

Questo piano "ci permetterà, da soli o con altri partner internazionali, di imporre sanzioni verso altri Stati. Inoltre ci darà la possibilità di intraprendere azioni mirate contro i Paesi, le organizzazioni e gli individui che violano il diritto internazionale finanziando il terrorismo e minacciando la pace e la sicurezza", ha dichiarato Alan Duncan, ministro inglese per l'Europa e l'America.

Tra le varie disposizioni della nuova legge, è prevista l'introduzione di una revisione annuale dei regimi sanzionatori, così da assicurarsi che questi siano di volta in volta adeguati. 

Il Governo ha inoltre affermato che la proposta renderebbe anche più facile bloccare il conto bancario di un terrorista sospetto.

La Spagna preme per sanzioni contro il Venezuela

Ieri il ministro degli Esteri iberico, Alfonso Dastis, ha reso noto che la Spagna chiederà all'Unione europea di applicare sanzioni mirate contro i responsabili della crisi in Venezuela.

"Ho deciso di entrare in contatto con l'Alto Rappresentante (per gli Affari esteri) per avviare un processo che porti ad adottare ulteriori misure restrittive", ha detto Dastis ad alcuni giornalisti.

Il ministro ha poi sottolienato però l'assoluto dissenso spagnolo verso eventuali "sanzioni economiche che potrebbero influenzare le persone" in Venezuela.

La Spagna, ha sottolineato, chiede "sanzioni che possano influenzare coloro che sono responsabili della situazione attuale" nel Paese sudamericano, come il blocco di viaggi internazionali o le restrizioni ai visti.





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