EurActive.it

Home > News > Riforma dell'energia, un regalo alle lobby delle fonti fossili?

di Roland Joebstl, traduzione di Barbara Pianese

Facebook Twitter Linkedin
Riforma dell'energia, un regalo alle lobby delle fonti fossili?

25/11/2016 16:35

Tra una settimana la Commissione Ue dovrebbe presentare un pacchetto per l'energia. Ma secondo Roland Joebstl, policy officer presso lo European Environmental Bureau, l'esecutivo avrebbe ceduto alle pressioni delle lobby non favorendo le energie rinnovabili

I media suggeriscono che la Commissione cederà alle pressioni delle lobby dell'industria dei combustibili fossili ignorando il parere dei propri esperti, della scienza e le richieste delle ong di presentare proposte ambiziose. L'Europa continua a rimanere fortemente dipendente da carbone, petrolio, gas e nucleare, spendendo più di 1 miliardo di euro al giorno per importare energia dall'estero. Ma l'economia del settore energetico mondiale è mutata.

Ad esempio l'Agenzia internazionale per l'energia considera l'efficienza energetica come il più grande contributo alla decarbonizzazione mentre l'equilibrio di potere si sta sempre più spostando dai combustibili fossili alle energie rinnovabili.

Tuttavia, molte grandi aziende elettriche non hanno modificato i loro modelli di business basati sulle fonti fossili e continuano a cercare di difendere lo status quo. Sconvolte per l'impatto della transizione verde che ha fatto crollare le scorte di energia ai minimi storici, le società elettriche e la loro lobby a Bruxelles, Eurelectric, hanno fatto molta pressione sulla Commissione. Con un interesse comune: smantellare l'ambizione crescente sugli obiettivi al 2030 mettendo da parte gli importanti passi in avanti sul fronte dell'energia rinnovabile. 

Sono in particolare quattro le parti del pacchetto su cui la lobby ha puntato gli occhi. Prima di tutto il gruppo ha chiesto politiche europee in campo rinnovabile rispetto agli attuali target al 2020 che sono vincolanti e diversi da paese a paese. Ma in questo modo nessuno stato sarà responsabile dell'obiettivo a livello di Ue del 27% di energia generata da fonti pulite. 

In secondo luogo Eurelectric ha spinto affinché lo status prioritario e le sovvenzioni all'energia rinnovabile fossero cancellati con il risultato che l'attuale regola che favorisce il solare o l'eolico sul carbone o sul nucleare non sarà più valida per le nuove installazioni. 

Terzo, l'industria delle fonti fossili ha sempre suggerito nuovi sussidi ai vecchi impianti a carbone e nucleare attraverso meccanismi di capacità "neutri dal punto di vista tecnologico" che non prendono in considerazione alcuno standard ambientale.  Infine Eurelectric ha sempre parlato di un'ambizione eccessiva per quanto riguarda l'efficienza energetica. 

E i documenti riservati sulla bozza legislativa hanno messo in luce che sui primi tre punti la lobby elettrica sarà soddisfatta mentre l'obiettivo di efficienza energetica rappresenta ancora l'unico barlume di speranza. Manca solo una settimana prima della pubblicazione delle disposizioni ma la credibilità della Commissione e di tutta l'Unione europea come leader nella lotta ai cambiamenti climatici è in gioco. 

Senza un pacchetto ambizioso che sancisca un obiettivo vincolante e ambizioso in tema di efficienza energetica, il presidente della Commissione, Jean-Claude Juncker, non rispetterà la sua stessa parola avendo in precedenza affermato come un obiettivo di efficienza energetica vincolante del 30% è il minimo. 





EurActiv Network
Milano Finanza Interattivo © Milano Finanza 2020 Partita IVA 08931350154