EurActive.it

Home > News > Russia sepolta dalle discariche

di Andrea Brenta - ItaliaOggi

Facebook Twitter Linkedin
Russia sepolta dalle discariche

01/08/2017 09:49

Attorno a Mosca ci sono 18 depositi dove si accumulano 11 milioni di tonnellate di rifiuti l'anno. In vista delle elezioni il tema sta diventando politico

Bere acqua non contaminata e respirare aria pura.

Un sogno per gli abitanti di Cechov, la città a una cinquantina di chilometri da Mosca dove l'omonimo drammaturgo visse per sette anni e scrisse una delle sue opere più celebri, Il gabbiano.

Oggi a Cechov i gabbiani volano in cerchio intorno alla discarica, che ammorba l'atmosfera a chilometri di distanza. Una gigantesca montagna di rifiuti che si estende per ben 14 ettari. Una delle tante alla periferia della capitale russa, che ha scoperto con orrore di essere depositaria del 20% dell'insieme dei rifiuti di tutto il paese, riversati su un'area che Greenpeace ha valutato in 4 milioni di ettari: praticamente la superficie della Svizzera.

La sola banlieue moscovita conta diciotto discariche che accolgono ogni anno 11 milioni di tonnellate di rifiuti della capitale, 8 milioni dei quali non sarebbero nemmeno dichiarati: l'identità dei loro «proprietari» è infatti dissimulata dietro società con sede nei paradisi fiscali.

Secondo un recente sondaggio dell'istituto Levada in collaborazione con il Wwf, il 90% dei russi ritiene la gestione dei rifiuti uno dei più importanti problemi ecologici del paese, mentre solo il 4% di essi confida nello stato per risolverlo.

E intanto proteste e mobilitazioni aumentano con l'aumentare del volume dei rifiuti. Mentre, in vista delle elezioni, il tema sta diventando politico.

Chiamato direttamente in causa dagli abitanti del villaggio di Balaicha, anch'essi vittime di una montagna di rifiuti, il presidente Vladimir Putin ha ordinato la chiusura immediata della discarica. Dodici chilometri più a Sud, gli abitanti di Ljubercy hanno cominciato a constatare un aumento del traffico nei pressi della discarica comunale e hanno così scoperto che i rifiuti destinati a Balaicha avevano ormai preso la strada della loro città.

Il 9 luglio scorso diverse centinaia di persone sono scese in piazza. Alcuni attivisti si sono ammassati in prossimità della discarica per tentare di impedire l'accesso ai camion. Pur chiedendo la chiusura immediata dell'impianto, i cittadini temono che le autorità locali vogliano creare una nuova discarica di 100 ettari nelle vicinanze.

Le cose non vanno bene nemmeno a Manouchkino. Putin, che dovrebbe candidarsi per il suo quarto mandato nel 2018, «se ne infischia di noi, di me e dei miei figli che siamo malati ai polmoni e allergici», afferma con rabbia un'abitante della cittadina. «Qui non votiamo mai per i suoi deputati, cosa che non impedisce loro di essere eletti comunque. Ci battiamo come Don Chisciotte contro i mulini a vento».

Vent'anni fa questo territorio era soprannominato «la piccola Svizzera». Gli abitanti bevevano direttamente alla fonte. Ora quest'ultima riversa un'acqua nauseabonda che contamina il fiume del villaggio. Quanto alla scuola di Manouchkino, che dista appena 400 metri dalla discarica pestilenziale, essa ha semplicemente fatto cambiare le sue porte-finestre.





EurActiv Network
Milano Finanza Interattivo © Milano Finanza 2020 Partita IVA 08931350154