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di euroefe.es | traduzione di Barbara Pianese

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Spagna, fondi Horizon 2020 per bonifica pesticidi

22/07/2016 16:54

La regione spagnola dell’Aragona si prepara a richiedere l’uso dei fondi europei previsti dal programma Horizon 2020 per combattere l’inquinamento ambientale provocato da alcuni pesticidi ora vietati

Nel corso di un incontro mercoledì (20 luglio) tra il Ministro dello Sviluppo rurale e della sostenibilità spagnolo, Joaquín Olona, e Carlos Moedas, Commissario Ue per la ricerca e lo sviluppo, il primo ha proposto che il problema della contaminazione ambientale “sia affrontato a livello europeo”.

Olona ha sottolineato che la regione dell’Aragona competerà per ottenere i fondi del programma europeo Horizon 2020 che finanzierà progetti per la ricerca e l'innovazione in Europa fino al 2020, come primo passo verso l’eliminazione del problema dei pesticida. Il ministro, originario della regione, ha specificato che il piano del governo è bonificare i territori nell’arco di 25 anni, un obiettivo condiviso dallo stesso Moedas che avrebbe riconosciuto la complessità della situazione. “L’importanza del problema giustifica la tempistica accelerata”, ha insistito Olona, ”se riuscissimo ad accelerare i tempi sarebbe meglio, ma dobbiamo essere realistici”.

Il ministro ha anche ricordato una delle raccomandazioni della Commissione rispetto all’eventualità di affrontare il problema dei pesticidi all’interno del piano di azione sull’economia circolare.

Il pesticida in questione, Il lindano, è un insetticida clororganico tossico e pericoloso per gli esseri umani, secondo  l’Organizzazione mondiale della Sanità, qualora non usato con le dovute precauzioni.  Per questo la sua produzione è stata vietata all’interno dell’Ue dal 1988 mentre nel 2006 sono saliti a 52 i paesi che lo hanno bandito.

Tra il 1950 e il 2000 è stato calcolato che oltre 600.000 tonnellate di lindano sono state prodotte a livello mondiale principalmente per scopi agricoli sebbene la sostanza abbia anche delle applicazioni farmaceutiche, alcune delle quali ancora permesse.

Il fiume spagnolo Gallego, affluente dell’Ebro, è una delle aree a maggiore concentrazione di residui del pesticida a causa delle misure inadeguate prese dalle aziende che lo hanno prodotto tra il 1975 e il 1989.

Si tratta, in effetti, di un pesticida di difficile smaltimento che ha la capacità di accumularsi velocemente all’interno delle catene alimentari. Alcuni organismi, come batteri e alghe, sono utilizzati per la sua scomposizione, ma si tratta di un processo molto lungo.

Nel suo rapporto sullo stato dell’arte della situazione, il ministro Olona ha riconosciuto i progressi compiuti dal 1992 considerando che “la contaminazione è stata confinata e isolata”.

Infine, a Bruxelles il politico spagnalo ha incontrato  anche alcuni funzionari della Direzione Generale “Agricoltura” della Commissione Ue, sottolineando come sia “tempo di pensare ad una fondamentale riforma della Politica agricola comune (Pac) nel medio termine”.

Il politico si è comunque detto soddisfatto che la Commissione europea abbia preso in considerazione la proposta pubblicata dalle amministrazioni regionali del paese rispetto alle modifiche alla Pac.

 

 

 

 





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