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di Nicole Sagener | EurActiv.de, traduzione di Barbara Pianese

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Ue al lavoro per un pm europeo

29/09/2016 16:00

Il Commissario alla Giustizia, Vera Jourová, continua ad ambire alla costituzione di un Ufficio del Pubblico Ministero Europeo entro il 2019. Ma gli Stati membri non vogliono cedere la propria sovranità in materia giudiziaria

Il commissario alla Giustizia, Vera Jourová, ha avuto un'agenda fitta durante l'ultima visita istituzionale in Germania, con incontrando il ministro delle finanze del paese, Wolfgang Schäuble, il ministro dell'interno, Thomas de Mazière, e il ministro della giustizia, Heiko Maas, oltre a tenere un discorso davanti al Bundestag. Diversi gli argomenti trattati: dal Privacy Shield alla lotta contro la pesca illegale.

Ma uno dei temi a dominare l'agenda è stata la costituzione di un Ufficio del Pubblico Ministero Europeo, con il potere di svolgere indagini penali a livello comunitario. Nel 2013 la Commissione Europea aveva presentato una proposta legislativa in merito ma il Commissario ceco spera che, entro dicembre, i ministri della giustizia europei si esprimano a favore per rendere il progetto operativo entro il 2019. 

L'idea di istituire una Procura europea che si occupi di condurre indagini per alcuni reati in tutta l'Ue, è intimamente connessa all'esigenza di difendere il budget comunitario, sempre più consistente con gli anni. Ma al momento le istituzioni europee possono solo procedere ad indagini amministrative in caso di irregolarità ai danni del proprio patrimonio.

L'organismo aiuterebbe a contrastare le attività criminali come la frode all'Iva transfrontaliera, un problema paneuropeo che non può essere affrontato solo dalle autorità nazionali. "La nostra stima di 50 miliardi l'anno di frodi Iva è ottimista, il dato è molto più alto", ha avvertito Jourová. Nel complesso, inoltre, l'Ue perde circa 160 miliardi di euro l'anno a causa di frodi e corruzione. 

Dal 2002 le indagini di questa natura sono state centralizzate da Eurojust, ma, come l'Europol, l'organismo non è in grado svolgere le inchieste autonomamente, visto che si tratta di una competenza delle autorità nazionali degli stati membri. Inoltre, anche se l'autorità anticorruzione dell'Ue, l'OLAF, è in grado di identificare i trasgressori, non può infliggere sanzioni. Per questo gravi crimini transfrontalieri e internazionali spesso rimangono impuniti. 

Ma gli Stati membri hanno ancora riserve rispetto alla creazione di un procuratore europeo, soprattutto quando si tratta di reati finanziari e della perdita percepita di sovranità. I critici hanno sottolineato che un pubblico ministero comunitario dovrebbe essere soggetto ad un sufficiente controllo democratico, parlamentare e giudiziario. Infine, andrebbero concordati i diritti di difesa degli imputati tra le diverse giurisdizioni.

Jourová cercherà di placare le preoccupazioni dei detrattori nella riunione dei ministri delle finanze dell'Ue di ottobre. La proposta dovrà, in seguito, essere esaminata l'anno prossimo dal Consiglio dell'Ue e dal Parlamento europeo. Se approvata, si spera che l'Ufficio possa essere costituito prima della fine del mandato della Commissione Juncker. 





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